Webuild consolida la sua presenza in Arabia Saudita. Il gruppo di costruzioni guidato da Pietro Salini si è aggiudicato nuovi lavori per un valore di 600 milioni di dollari (514,4 milioni di euro al cambio attuale) nell’ambito del progetto Diriyah Square, promosso da Diriyah Company. Con questo nuovo contratto, l’ammontare totale delle opere affidate a Webuild per la trasformazione urbana e culturale dell’area raggiunge i 2 miliardi di dollari. Situata a nord-ovest di Riyadh, Diriyah è sede dello storico sito di At-Turaif, patrimonio mondiale dell’Unesco, e rappresenta uno dei progetti di rigenerazione urbana più ambiziosi del Regno. L’obiettivo è, infatti, trasformare Diriyah in uno dei principali poli culturali, commerciali e turistici dell’Arabia Saudita.
Il nuovo incarico riguarda il «Package 3 finishing and mep», che prevede la realizzazione di oltre 70 edifici e spazi pubblici sviluppati su 365.000 metri quadrati. Il design seguirà i principi dell’architettura Nadji, creando una destinazione interamente pedonale dedicata a retail e lifestyle di alta gamma.
Il valore del contratto è pari al 4% circa della raccolta ordini stimata da Equita per l’intero esercizio 2025. «Riteniamo che questa commessa sia già inclusa nel dato di raccolta ordini da inizio anno fornito dalla società lo scorso maggio: 5 miliardi di euro», sostiene la Sim, aggiungendo che con questo contratto Webuild rafforza ulteriormente la sua presenza in Arabia Saudita, «un mercato che offre grandi opportunità di crescita alla luce dell’enorme piano di investimenti in ambito infrastrutturale, civile, della mobilità sostenibile e della dissalazione. Webuild è impegnata nel progetto dal 2022, con la costruzione di un parcheggio multipiano da 10.500 posti auto, attualmente completato al 55%, e con altre opere strutturali relative ai Package 3, 6 e 7 già in corso. Con una presenza storica nel Paese che risale al 1966, il gruppo ha completato oltre 90 progetti, consolidando un’eredità fatta di infrastrutture complesse nei settori dell’edilizia civile, mobilità sostenibile e trattamento delle acque. Tra le opere più iconiche la metropolitana di Riyadh, la Jeddah Tower, oltre 70 strutture sanitarie e l’impianto di dissalazione realizzato da Fisia Italimpianti, società del gruppo specializzata in soluzioni idriche avanzate.
A Piazza Affari il titolo Webuild scende dell’1% a 3,778 euro dopo aver guadagnato il 37,5% negli ultimi tre mesi e +74% circa in un anno. Equita ha confermato il rating buy e il target price a 4,10 euro e Banca Akros il giudizio accumulate e il target price a 3,80 euro, segnalando anche alcune recenti dichiarazioni di Stefano Antonio Donnarumma, amministratore delegato di Fs (Ferrovie dello Stato Italiane), il quale ha confermato il piano del gruppo di investire circa 100 miliardi di euro nel periodo 2025-2029. Fs è controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e rappresenta uno dei clienti più importanti di Webuild. Gli altri principali obiettivi finanziari del piano sono: oltre 20 miliardi di ricavi, oltre 3,5 miliardi di ebitda e oltre 500 milioni di utile netto entro il 2029. «Data la redditività dell’azienda, riteniamo che il piano di investimenti di Fs sia molto ambizioso senza nuovi finanziamenti pubblici», precisa Banca Akros. (riproduzione riservata)