Si è aperta una fase cruciale per The Italian Sea Group (Tisg), il produttore di yatch di Marina di Carrara finito in cattive acque dopo l'emersione di extra-costi su alcune commesse. Dopo l'incontro alcuni giorni fa, in Prefettura a Massa Carrara quando il gruppo aveva garantito i livelli occupazionali, ieri Tisg ha deciso di imboccare ufficialmente la strada del risanamento assistito avviando la composizione negoziata della crisi. La mossa preserva la continuità dell'attività della società di proprietà del ceo Giovanni Costantino ma ha spaventato gli investitori, tanto che il titolo ieri a Piazza Affari è stato sospeso con un -47% e le azioni scese a 1,07 euro.
Tisg ha presentato istanza per la nomina dell'esperto indipendente che dovrà gestire la procedura. Enrico Terzani, presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti di Firenze, ha comunicato l'accettazione dell'incarico. Assieme all'istanza di nomina Tisg ha richiesto «l'applicazione di misure protettive del patrimonio nei confronti di tutti i creditori», che sono «provvisoriamente efficaci» a partire dal 13 marzo, giorno di accettazione dell'incarico da parte di Terzani, e di cui la società «richiederà la conferma al Tribunale di Firenze».
Come ricorda Tisg, «la composizione negoziata della crisi costituisce uno strumento volto ad assicurare la continuità aziendale e favorire il risanamento dell'impresa che si trovi in condizioni di squilibrio economico-finanziario, attraverso un percorso di interlocuzione con i principali creditori e stakeholder, con l'assistenza di un esperto indipendente». Nel corso della procedura, sottolinea il gruppo, «la gestione dell'impresa rimane in capo agli organi societari nel rispetto delle disposizioni normative applicabili» e la società «continua a operare nell'ambito della propria ordinaria attività industriale e commerciale proseguendo l'avanzamento delle commesse in portafoglio e la gestione dei rapporti con clienti, fornitori e partner finanziari».
Come detto, pochi giorni fa, in occasione di un incontro con il sindaco di Carrara Serena Arrighi, i sindacati e le autorità era emersa la volontà dei vertici di The Italian Sea Group di proseguire la normale attività, a salvaguardia dei circa 500 dipendenti diretti. Tuttavia non era stata formulata alcuna garanzia nei confronti dell'indotto (si parla di circa 1.500 lavoratori). Ciò detto, bisognerà capire ora come potrebbe evolvere la situazione anche riguardo al potenziale interesse dei concorrenti nei confronti del gruppo toscano e in particolare dei cantieri di Marina di Carrara, La Spezia e Terni, a cui si aggiunge l'hub produttivo in Turchia. Come rivelato da Milano Finanza il 7 marzo, oltre a Leonardo Maria Del Vecchio sarebbero interessati anche big del calibro di Azimut Benetti (il più grande produttore al mondo), Sanlorenzo Yachts e forse anche Ferretti. Si tratta di produttori con cantieri che marciano a pieno regime e hanno necessità di espandere la capacità produttiva: gli asset di The Italian Sea Group potrebbero rappresentare un'occasione. (riproduzione riservata)