Il 2024 di Stevanato termina con un quarto trimestre positivo, che supera le stime degli analisti e porta il fatturato totale dell’anno a 1,1 miliardi di euro (+2%). Il risultato è in linea con la guidance comunicata in autunno (dopo un paio di revisioni al ribasso) dalla società veneta, specializzata in packaging per l’industria farmaceutica. Buona la reazione del mercato che, dopo la presentazione del bilancio, spinge le azioni di Stevanato: +3,7% a New York, dove Stevanato è quotata dal 2021. Nell’ultimo anno, tuttavia, il titolo ha sofferto, perdendo circa il 40% del valore.
Stevanato ha abituato gli investitori a tassi di crescita più incalzanti (+10% nel 2023 e +17% nel 2022, per quel che riguarda i ricavi) ma il 2024, ha spiegato Franco Stevanato (amministratore delegato), «è stato un anno sfidante». Il problema principale sono stati i magazzini pieni: «Le vendite di flaconi sterili hanno rallentato molto, registrando un calo del 34%, perché le aziende ne avevano fatto scorta durante il Covid», ha spiegato l’ad. «Ci aspettiamo che la domanda riprenda nel 2025». L’aumento delle vendite nel 2024 è stato guidato dal segmento Biopharmaceutical and Diagnostic Solutions (Bds), cresciuto del 6% grazie soprattutto a siringhe e carpule sterili (+24%), che ha compensato il calo di altre unità di business. Le soluzioni innovative ad alto valore nel complesso hanno avuto un incremento del 15%, arrivando a contribuire per il 38% dei ricavi totali. Inoltre, il 2024 si è concluso con un margine operativo del 27,4% (dal 34% del 2023) e un utile per azione di 48 centesimi.
Nel bilancio 2024 di Stevanato c’è anche una spesa per investimenti (capex) pari a 286,6 milioni di euro. Questo budget è stato utilizzato per proseguire l’espansione degli impianti a Latina e a Fishers, negli Stati Uniti. I due progetti, ha spiegato la società, contribuiranno a soddisfare la forte domanda di una serie di prodotti nel ramo Bds: siringhe, carpule, flaconi pronti da riempire. Questo comparto, ha sottolineato Stevanato, sta beneficiando del boom dei farmaci anti-obesità (in sigla tecnica GLP-1) che si assumono tramite iniezione: «In questo campo abbiamo contratti a lungo termine con clienti internazionali che riforniremo da Piombino Dese, Latina e Fishers». Lo stabilimento americano, nello specifico, ha generato i primi ricavi commerciali nel terzo trimestre 2024, mentre il sito di Latina ha cominciato a produrre margini a livello operativo negli stessi mesi. «L’impianto di Fishers sarà a regime a partire dal 2028», ha ricordato Stevanato. «Per questo progetto investiremo in totale circa mezzo miliardo di euro e ci aspettiamo di vedere una spinta importante sul fatturato a partire dal 2026».
Gli Stati Uniti sono centrali nella strategia di crescita di Stevanato. E i dazi minacciati dal presidente Trump non sembrano cambiare le cose: «Abbiamo una filiera distribuita in 9 paesi con 18 stabilimenti», ha osservato l’ad, «perciò pensiamo di poter mitigare l’effetto di eventuali tariffe ricalibrando le forniture». Nessuna novità, invece, in Asia. Stevanato ha già un ampio stabilimento produttivo fuori Shanghai, per il quale c’erano stati dei progetti di ampliamento. Ma questa non è la priorità. «Negli ultimi due anni i nostri clienti si sono concentrati su Europa e Stati Uniti, e così abbiamo fatto anche noi», ha raccontato Stevanato. Un piano di potenziamento, invece,m c’è in Germania: «Stiamo lavorando per migliorare la nostra capacità di produzione di penne auto-iniettanti», ha detto l’ad. Guardando avanti, nel 2025 Stevanato punta a un fatturato compreso tra 1,16 e 1,19 miliardi per l’anno fiscale 2025, con un ebitda rettificato tra 293 e 306,3 milioni. Gli utili per azione rettificati dovrebbero crescere a 0,51-0,55 euro.(riproduzione riservata)