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Focus su Stellantis

13 ottobre 2025, 10:05 Ultimo aggiornamento: 10:07

Stellantis va verso il rinvio del nuovo piano industriale. Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha deciso di posticipare le attese per la presentazione del documento strategico, inizialmente fissata entro il primo trimestre del 2026, alla prima metà dell’anno, con una nuova scadenza fissata entro giugno 2026. La proroga, che concede al management tre mesi di tempo in più rispetto al calendario precedentemente annunciato, ha l’obiettivo di garantire che il piano rappresenti una vera e propria svolta per il colosso dell’auto e riesca nell’intento di far uscire Stellantis dalla fase di difficoltà industriale e finanziaria in cui è imprigionata da ormai un anno.

 


La notizia del possibile rinvio emerge dalla trascrizione della call di commento alle stime preliminari sulle consegne del terzo trimestre 2025, la conferenza con la comunità finanziaria tenuta lo scorso venerdì 10 ottobre da Ed Ditmire, l’head of Investor Relations di Stellantis, ovvero il responsabile delle relazioni con gli investitori del gruppo. Nel suo intervento Ditmire ha spiegato agli analisti che la società è nel pieno di una revisione strategica interna, volta a ridefinire priorità, programmi e obiettivi in un contesto industriale in rapido mutamento, ma ha aggiunto anche altro.

 

«Il piano aggiornato sarà presentato alla comunità finanziaria durante un Capital Markets Day nella prima metà del 2026», ha dichiarato il manager, sottolineando come l’azienda abbia deciso di ampliare la finestra temporale per tener conto di una serie di fattori interni ed esterni che potrebbero incidere sulla definizione della strategia. «Avevamo inizialmente indicato il primo trimestre del 2026, ma ora è più corretto parlare di prima metà del 2026. Ci aspettiamo di stabilire e comunicare le tempistiche definitive a breve», ha aggiunto Ditmire.

 


Dietro lo slittamento della tabella di marcia ci sono ragioni precise. Da un lato la recente riorganizzazione del vertice aziendale, con la nomina di nuovi membri del leadership team, richiede tempo per «consentire al nuovo management di contribuire pienamente alla definizione del piano industriale». A spiegarlo è sempre Ditmire nella call di venerdì 10 con gli analisti. Dall’altro Stellantis deve fare i conti con una serie di variabili esterne che rendono complessa qualsiasi pianificazione a lungo termine. Tra queste, «l’evoluzione del quadro dei dazi commerciali negli Stati Uniti», un tema che incide direttamente sulla competitività dei marchi del gruppo nei mercati nordamericani, e «l’intensa interlocuzione in corso con i policy maker europei», chiamati a definire nuovi standard ambientali e industriali che condizioneranno il futuro dell’automotive in Europa.

 


La decisione di prendersi più tempo appare come un tentativo di calibrare meglio la risposta strategica di Stellantis a un contesto globale sempre più instabile e mutevole. Dopo la gestione di Carlos Tavares, sotto la quale il gruppo aveva iniziato a mostrare segnali di affaticamento sia sul fronte delle vendite sia su quello dei margini, il nuovo amministratore delegato Filosa si trova di fronte alla sfida di rilanciare un conglomerato di marchi e un gruppo di dimensione globale che deve probabilmente ricalibrare la transizione verso l’elettrico e recuperare al più presto la redditività perduta.

 

I risultati degli ultimi trimestri hanno mostrato un calo sensibile degli utili e una perdita di slancio in diversi mercati chiave, alimentando le pressioni da parte della comunità finanziaria per un piano di rilancio che sia effettivamente convincente. Proprio per questo motivo, la nuova strategia in preparazione dovrà andare oltre una semplice revisione dei programmi di prodotto e includere un ripensamento complessivo delle priorità industriali, dell’allocazione degli investimenti e delle sinergie operative tra i diversi marchi del gruppo, da Jeep a Peugeot, da Fiat a Opel, passando per Alfa Romeo e Citroën. (riproduzione riservata)



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