Stellantis registra un ulteriore trimestre negativo e sospende le stime per l’intero 2025. Dopo un 2024 da dimenticare, il gruppo guidato dal presidente, John Elkann, ha chiuso i primi tre mesi del 2025 con ricavi netti pari a 35,8 miliardi di euro, in calo del 14% rispetto ai 41,7 miliardi registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Il colosso automobilistico nato nel 2021 dalla fusione tra Fca e Psa ha sofferto soprattutto sul fronte dei volumi: le spedizioni consolidate sono scese del 9% a 1,217 milioni di unità, mentre quelle combinate (incluse le joint venture non consolidate) si sono attestate a 1,233 milioni, con una flessione del 10%.
Una performance appesantita, in particolare, dal Nord America, dove le spedizioni sono crollate del 20% a 325 mila veicoli e i ricavi del 25% a 14,42 miliardi, a causa di un’estesa chiusura degli impianti a gennaio, rallentamenti legati alla transizione verso nuovi modelli e l'effetto di un mix prodotto meno favorevole. Le difficoltà non si limitano, però, agli Stati Uniti: anche in Europa allargata, nonostante un calo più contenuto, le spedizioni sono scese dell’8% a 567 mila auto e i ricavi del 3% a 13,57 miliardi, penalizzati dalla fine della produzione di alcuni veicoli nei segmenti A e B e dalla debolezza del comparto veicoli commerciali leggeri.
Il gruppo ha, inoltre, annunciato la sospensione della guidance per l’intero esercizio 2025, motivandola con l’incertezza legata ai dazi imposti alle auto dagli Usa del presidente, Donald Trump, e alla difficoltà di prevedere l'impatto sui volumi e sulla competitività. Stellantis ha precisato di essere «fortemente impegnata con i policy maker» per mitigare i rischi e favorire una transizione regolamentare ordinata, mentre sul piano industriale sta adattando i piani produttivi e cercando nuove opportunità di approvvigionamento.
Resta particolarmente negativa la performance del brand italiano di lusso Maserati che ha visto un crollo del 48% delle spedizioni (da 3.300 a 1.700 unità) e del 50% dei ricavi, passati da 313 a 157 milioni. Il gruppo ha attribuito questo calo alla riduzione del portafoglio prodotti e alla debolezza della domanda, soprattutto in Nord America, dove sono state adottate politiche di pricing più aggressive per alleggerire le scorte. Sul marchio Maserati girano da tempo diverse indiscrezioni legate anche a una possibile cessione del marchio da parte di Stellantis. Ma un portavoce della società ha dichiarato che «con tutto il rispetto, Maserati non è in vendita».
Nella nota sui conti trimestrali Stellantis ha ricordato che l’assemblea degli azionisti ha approvato la distribuzione di un dividendo ordinario pari a 0,68 euro per azione, che sarà versato il 5 maggio. Il prossimo appuntamento con i conti è il 24 luglio, con la pubblicazione dei risultati del primo semestre. A darli sarà con tutta probabilità il nuovo amministratore delegato, dal momento che, sul fronte governance, il processo di selezione del nuovo ceo è in corso e si concluderà nel primo semestre 2025, dopo l’uscita di scena di Carlos Tavares avvenuta a inizio dicembre 2024. (riproduzione riservata)