Seco, società attiva nel campo dell'innovazione tecnologica e dell'Internet of Things, lancia Clea OS 2.0, un’evoluzione del suo sistema operativo embedded basato su Yocto e indipendente dall’hardware. La nuova versione diventa la distribuzione Linux embedded di riferimento per tutti i nuovi prodotti hardware del gruppo, offrendo una base unificata e potente per l’innovazione su architetture Arm e x86. Nello specifico, supportando i clienti lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti, Clea OS abilita l’implementazione di servizi a valore aggiunto sull’edge, come aggiornamenti da remoto di sistema operativo e applicazioni, aprendo la strada a nuove opportunità per l’offerta di servizi e la generazione di flussi di ricavi ricorrenti.
Una molteplicità di servizi che può includere workload di AI ottimizzati, funzioni avanzate di sicurezza e sistemi di pagamento integrati. Grazie a Clea OS, le aziende possono ridurre in modo significativo complessità, costi e rischi legati alla conformità con le nuove e stringenti normative, offrendo al contempo servizi innovativi agli utenti finali. Per i clienti con necessità avanzate, grazie alla partnership di Seco con Exein, azienda che opera nell’embedded security, sono inoltre disponibili soluzioni premium basate sull’AI per il monitoraggio e la protezione dei dispositivi. Clea OS è progettato per supportare l’introduzione di un modello di long-term support che sarà disponibile a partire dai prossimi aggiornamenti.
Per l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo la notizia rafforza il posizionamento del gruppo nell'IoT embedded, di fronte alle crescenti esigenze normative e di sicurezza informatica, innescando potenzialmente l'adozione di Clea (la quota ricorrente dei ricavi da software era pari al 4,5%-5% delle vendite nel primo trimestre del 2025). Confermato il rating buy e il prezzo obiettivo a 3,7 euro sul titolo che sul segmento Star sale dello 0,35% a 2,83 euro, consolidando il rally (+13%) del 26 agosto in scia alla notizia che i suoi prodotti sono tra quelli esentati dall'imposizione dei dazi reciproci imposti dall'amministrazione Usa ai prodotti Ue con l’ordine esecutivo del 31 luglio. (riproduzione riservata)