Porsche apre il 2026 con risultati in flessione ma in linea con le attese, confermando la guidance annuale nonostante un contesto definito «sfidante». Il gruppo tedesco ha registrato nel primo trimestre un utile operativo di 595 milioni di euro, in calo del 21,9% rispetto ai 762 milioni di un anno prima, con un margine in calo al 7,1% (dall’8,6%), nella parte alta della forchetta prevista. Sui conti pesano i dazi statunitensi, con un impatto di circa 200 milioni di euro nel trimestre, e la crescente debolezza della domanda in Cina, dove i consumatori stanno premiando marchi locali più competitivi sul prezzo. I ricavi sono scesi del 5,2% a 8,4 miliardi di euro, mentre le consegne sono diminuite del 14,7% a 60.991 vetture. Il calo del fatturato è stato però più contenuto rispetto ai volumi grazie a prezzi disciplinati, mix prodotto favorevole e strategia «value over volume». Segnali positivi arrivano dalla generazione di cassa: il cash flow netto automotive è salito a 514 milioni di euro (da 198 milioni), con un margine al 7% (dal 2,5%), sostenuto da maggiori flussi operativi, gestione del capitale circolante e minori investimenti. In calo invece, come atteso visto l’annunciato riallineamento sui motori termici, la quota di veicoli elettrici a batteria, scesa al 19,8% dal 25,9%, mentre il margine ebitda automotive si è attestato al 17,2% (dal 18%).
«Per Porsche, il 2026 è incentrato sul riallineamento: stiamo diventando più snelli e più rapidi e adattiamo il portafoglio alle richieste dei clienti», ha spiegato l’amministratore delegato Michael Leiters. Il cfp Jochen Breckner ha sottolineato che il piano in corso «pone le basi per una redditività sostenibile». Il gruppo, controllato da Volkswagen, prosegue infatti nel percorso di trasformazione con la nuova «Strategy 2035», che punta a ridurre il punto di pareggio, aumentare la resilienza e rafforzare il posizionamento nel segmento premium. Il piano combina taglio dei costi, eccellenza operativa e investimenti mirati su gamma, brand e customer experience. I dettagli saranno presentati in un Capital Markets Day in autunno. Per il 2026 Porsche conferma ricavi attesi tra 35 e 36 miliardi di euro, un margine operativo tra il 5,5% e il 7,5% e un margine di cash flow automotive tra il 3% e il 5%. Le stime non includono eventuali impatti legati alle tensioni in Medio Oriente. Il gruppo è reduce da un 2025 particolarmente debole, chiuso con un margine operativo ridotto all’1,1%, ben lontano dai livelli record del 2022. (riproduzione riservata)