Come da previsioni non arriva una pace, o quanto meno una tregua, all'interno del cda di Pirelli. Il board della multinazionale dei pneumatici ha approvato a maggioranza, con il voto favorevole di 9 elementi su 14, il bilancio al 31 dicembre 2025. Ad aver votato contro l'approvazione del bilancio 2025 sono stati i consiglieri Chen Aihua, Zhang Haitao, Chen Qian, mentre si sono astenute Fan Xiaohua e Tang Grace. Assente invece il presidente Jiao Jian. Non si tratta di una novità: il fronte cinese del board aveva votato contro i conti 2024 anche ad aprile dell'anno scorso, quando il board del gruppo della Bicocca si era spaccato sul tema del controllo. Esattamente come allora, il dissenso odierno risiede nella dichiarazione di avvenuta cessazione del controllo di Sinochem su Pirelli. Il gruppo dei pneumatici ha ritenuto terminato il controllo di Sinochem dal bilancio 2024, mentre i cinesi si sono sempre opposti a questa interpretazione. Il fronte di Pechino era poi finito in minoranza anche in assemblea, che aveva invece approvato la fine del controllo di Sinochem. Il nuovo cda di Pirelli nascerà nell'assemblea del 25 giugno. Le prescrizioni del golden power limiteranno a un massimo di tre, di cui due indipendenti, i rappresentanti di Sinochem fino a quando i cinesi resteranno sopra la soglia del 10% del capitale.
I risultati definitivi confermano i dati preliminari comunicati da Pirelli il 25 febbraio scorso. Il gruppo della Bicocca, a fronte di 6,77 miliardi di ricavi (+4,2% organico), ha registrato un ebitda adjusted in aumento dell'1,9% a 1,55 miliardi e un ebit adjusted di 1,08 miliardi. L'utile è cresciuto a oltre 530 milioni di euro (+5,9%), consentendo l'avanzamento di una proposta di dividendo di 0,34 euro per azione ai soci, per una distribuzione complessiva di circa 369 milioni di euro. La maxi-cedola si compone della tradizionale redistribuzione di circa il 50% dell'utile netto consolidato - 0,24 euro per azione per circa 260 milioni totali - e di un dividendo aggiuntivo di 0,1 euro per azione, pari a circa 109 milioni, anche a valere sulle riserve di utili disponibili. Il dividendo sarà posto in pagamento il prossimo 22 luglio. Altro elemento centrale dei risultati 2025 di Pirelli è il forte miglioramento della posizione finanziaria netta, pari a -1,1 miliardi a fine 2025 grazie anche alla conversione di quasi 500 milioni di bond arrivata a fine dicembre scorso.
A fronte della crisi in Medio Oriente che sta producendo «una forte pressione sui mercati energetici e sulle materie prime», Pirelli ha messo in atto un piano di mitigazione degli impatti nonostante un'esposizione limitata nell'area, solo l'1% circa dei ricavi. Il piano prevede un aumento dei prezzi, un contenimento dei costi ulteriore rispetto al piano di efficienze in essere, una revisione dei flussi logistici e un temporaneo aumento delle scorte di sicurezza di materie prime critiche per garantire la continuità della produzione e un'attenta gestione del capitale circolante. Pirelli ha confermato perciò i target 2026 presentati a febbraio, indicando però di attendersi l'ebit adjusted nella parte bassa della guidance. Tra gli obiettivi si ricordano ricavi attesi tra 6,7 e 6,9 miliardi (circa +3/4%), l'ebit adjusted intorno al 16%, una generazione di cassa ante dividendi di circa 500 milioni e una pfn pari a circa -1,2 miliardi. (riproduzione riservata)