Nexi scivola in borsa mercoledì mattina (-2,95% a 5,07 euro) dopo che Barclays ha tagliato il target price sul titolo portandolo a 4,1 euro. Secondo gli analisti, il leader nei servizi di pagamento digitali in Italia sta affrontando sfide competitive crescenti sul mercato domestico. La solidità storica dell’azienda sembra sempre più compromessa a causa di un’offerta di prodotti ormai poco competitiva e di un modello distributivo bancocentrico sempre più inefficace nell’attuale contesto digitale.
Secondo Barclays, la pressione concorrenziale da parte di operatori «next-gen» come Revolut, SumUp, Dojo e altri sta rapidamente aumentando, complici l’integrazione dei pagamenti e l’ascesa della finanza embedded. In questo scenario, Nexi risulterebbe poco flessibile e non al passo con i nuovi standard tecnologici del settore. Con una quota di mercato stimata tra il 60% e il 70% in Italia, pari a circa il 60% dei ricavi totali del gruppo, Nexi appare esposta in modo critico al cambiamento. Le barriere all’ingresso si stanno erodendo rapidamente, rendendo più semplice l’entrata di nuovi competitor e minando il dominio storico dell’azienda nel segmento merchant solutions.
Barclays prevede che i ricavi totali dell’azienda inizieranno a calare entro il 2030, con una crescita media annua (Cagr) dell’1,7% tra il 2024 e il 2029, ben al di sotto del consenso di Bloomberg fissato al 4,5%. L’ebitda margin, atteso al 53,2% nel 2025, potrebbe ridursi al 51,2% entro il 2030, a causa della debole crescita del fatturato. Nel dettaglio, l’utile per azione rettificato dovrebbe calare a partire dal 2029, con un Cagr del 4% nel periodo preso in esame e un tasso negativo del 4% previsto per il 2030. Le stime per l’utile per azione tra il 2026 e il 2027 sono state riviste al ribasso rispettivamente del 6% e del 12%, risultando oltre il 10% inferiori alle proiezioni del consenso dal 2027 in avanti.
In virtù del deterioramento dell’outlook, Barclays conferma il rating underweight sul titolo Nexi, abbassando però il target price da 4,5 a 4,1 euro (il prezzo attuale delle azioni è a 5,07 euro). La nuova valutazione si basa su un rapporto tra valore d’impresa e utile operativo netto (ev/clean Nopat) di 9 volte per il 2027, rispetto alle 10 volte precedentemente utilizzate per il 2026. «La combinazione di un’offerta di prodotto obsoleta, un modello distributivo costoso e poco flessibile e la crescente competizione digitale, fa pensare che Nexi possa entrare in una fase di declino strutturale entro la fine del decennio», concludono da Barclays. (riproduzione riservata)