Mercedes-Benz conferma gli obiettivi per la fine del 2025 e annuncia l’avvio di un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 2 miliardi di euro nell’arco dei prossimi 12 mesi. Sono fattori che hanno fatto balzare il titolo Mercedes a Francoforte di oltre il 6% all’apertura degli scambi mercoledì 29. La decisione della casa tedesca arriva nonostante un terzo trimestre caratterizzato da un forte calo della redditività, messa alla prova dal rallentamento della domanda nei principali mercati e dall’impatto dei dazi statunitensi.
Nel periodo luglio-settembre, l’utile netto del gruppo di Stoccarda è sceso del 30,8% a 1,19 miliardi di euro, rispetto ai 1,7 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. Il risultato si è comunque rivelato leggermente superiore alle attese degli analisti. Più pesante la fotografia dei primi nove mesi dell’anno: l’utile si dimezza a 3,8 miliardi dai 7,8 miliardi del 2024. L’ebit rettificato del terzo trimestre si attesta a 2,1 miliardi di euro, in flessione del 17%, dopo aver contabilizzato 1,35 miliardi di costi di ristrutturazione legati soprattutto ai piani di riduzione degli organici in Germania e all’estero. A fronte delle spese una tantum, la società segnala comunque una crescita della liquidità industriale, salita a 32,3 miliardi e quindi tale da sostenere il buyback. La marginalità della divisione auto si ferma al 4,8%, in linea con la nuova guidance rivista al ribasso nei mesi scorsi (4-6% contro il precedente 6-8%). Il gruppo ha avviato un piano di efficienza, che punta a generare risparmi fino a 5 miliardi entro il 2027.
Le vendite globali del marchio sono diminuite del 12% nel trimestre, soprattutto per effetto del brusco calo in Cina (-27%), mercato che da anni rappresenta il principale sbocco commerciale del marchio premium. La competizione dei costruttori locali, guidati da Byd e Xiaomi, e una domanda di fascia alta meno dinamica hanno portato alle peggiori performance dal 2016 nel Paese asiatico. Negli Stati Uniti, la corsa ai dazi genera ulteriori ostacoli: le tariffe sulle importazioni di veicoli europei e di componentistica riducono la competitività del gruppo in uno dei mercati chiave per Suv e modelli di alta gamma, con consegne in calo del 17%. Sul fronte elettrico, invece, il costruttore registra un avanzamento a doppia cifra: +9% le vendite di vetture a batteria nel trimestre. (riproduzione riservata)