Mediobanca chiude i nove mesi dell’esercizio 2024-2025 con ricavi a 2,768 miliardi (+5%) grazie alla crescita di tutti i business: wealth management +5% a 727 milioni, Cib +26% a 677 milioni, consumer finance +7% a 954 milioni e un business assicurativo stabile a 349 milioni. Anche l’utile netto si è mantenuto stabile a 334 milioni. Il margine di interesse è salito dell’1% rispetto al trimestre precedente a 497 milioni nonostante la discesa dei tassi. La dinamica viene attribuita alla ripresa dei volumi ed alla tenuta dei rendimenti degli attivi, mentre le commissioni nette sono scese del 14%, pur salendo del 15% anno su anno. Sul fronte patrimoniale il coefficiente Cet1 si è attestato al 15,6%, dopo benefici per Basilea IV pari a 55 punti base. Il costo del rischio è in calo a 39 punti base con riprese nel Cib per la qualità del portafoglio e una contrazione nel credito al consumo. Alla luce di questi risultati è stato previsto un acconto di dividendo di 0,56 euro in stacco il 19 maggio, saldo a novembre. Sempre a novembre peraltro Mediobanca ha avviato un piano di acquisto di azioni proprie, del controvalore di 385 milioni, che comporterà la cancellazione di azioni rivenienti dall'acquisto. Alla data dell'8 maggio, si apprende da una nota, le azioni acquistate sono 18,3 milioni pari al 2,2% del capitale e al 71% del valore complessivo del piano di riacquisto. Mediobanca ha confermato la crescita dei total financial assets con 9-10 miliardi di net new money, margine di interesse resiliente, crescita delle commissionie dell’utile per azione, elevata distribuzione con basso rischio di esecuzione e cash payout al 70% in aggiunta al riacquisto di azioni.
«Mediobanca, ha dichiarato il ceo Alberto Nagel, ha confermato nei nove mesi, malgrado le incertezze dello scenario, la crescita di tutte le sue divisioni, consolidando le principali iniziative del piano 23-26. Tutte le piattaforme distributive fisiche e digitali sono state potenziate, attraendo i migliori talenti; l’offerta di servizi è stata ampliata e riposizionata sempre più sul modello Private Investment Banking, con un ottimo riconoscimento da parte dei clienti e dei consulenti». « L’aggregazione tra Banca Generali e Mediobanca, che abbiamo annunciato lo scorso 28 aprile e che porteremo per approvazione da parte degli azionisti nell’assemblea del 16 giugno, completa il percorso di trasformazione del gruppo Mediobanca in player diversificato, focalizzato su business ad elevata crescita e basso assorbimento di capitale, eccellente per creazione di valore per gli stakeholder. Con oltre il 50% dei ricavi nel wealth management e oltre 210 miliardi di masse della clientela, Mediobanca diventerà un leader del wealth management, punto di riferimento nel panorama finanziario italiano ed europeo», ha concluso il banchiere. Mediobanca ribadisce nella nota la contrarietà all’ops presentata da Mps. L’offerta di Mps «presenta numerosi fattori di rischio: la realtà aggregata avrebbe un profilo di banca commerciale di medie dimensioni indifferenziata, ad elevato assorbimento di capitale, altamente sensibile al contesto macroeconomico, senza rafforzamento in alcuno dei segmenti di attività e rimanendo immutati i rischi insiti nel bilancio di Mps».