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Focus su Kering

15 aprile 2026, 09:30 Ultimo aggiornamento: 09:35

Kering non corre ancora, ma inverte la marcia al ribasso. Il gruppo francese archivia i primi tre mesi dell'anno con ricavi pari a 3,568 miliardi di euro, in calo del 6% a cambi correnti ma sostanzialmente stabili su base comparabile. Per il ceo Luca de Meo si tratta di un passaggio chiave nel percorso di rilancio: «Le vendite del gruppo si sono stabilizzate, segnando una prima tappa significativa nel percorso di rilancio». Il contesto resta complesso, ma «questa performance riflette i primi effetti tangibili delle azioni intraprese», con una dinamica di crescita che ha interessato quasi tutte le maison e un contributo particolarmente forte della gioielleria.

 

Il vero nodo resta Gucci, che chiude a 1,347 miliardi, -14% reported e -8% comparabile. Il retail diretto segna -9%, con Nord America in crescita dell'8% ma non sufficiente a compensare la debolezza di Asia-Pacifico ed Europa occidentale. Il gruppo insiste sul reset: «Gucci rimane la nostra priorità assoluta», spiega de Meo, sottolineando come sia in corso una trasformazione profonda su prodotto, distribuzione ed esperienza cliente, con nuove collezioni che arriveranno progressivamente in boutique nel corso dell'anno. Il contesto però mostra segnali incoraggianti. Il Fashion & leather goods si attesta a 2,852 miliardi, -9% reported e -3% comparabile, ma in miglioramento sequenziale. Dentro il perimetro si muovono in territorio positivo Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga e Brioni, con una performance sostenuta soprattutto da Nord America e dal buon andamento delle categorie core. In razionalizzazione resta Alexander McQueen. Segnali più solidi arrivano dal resto del portafoglio, che però pesa ancora poco. La gioielleria segna un record a 269 milioni, +22% comparabile, con una crescita diffusa e un contributo particolarmente forte di Boucheron, seguita da Pomellato, DoDo e Qeelin. L'eyewear raggiunge il miglior trimestre di sempre a 489 milioni (+7% comparabile), sostenuto da domanda robusta e nuovi lanci, tra cui le collezioni sviluppate per Valentino.

 

Nel frattempo il gruppo continua a lavorare sul rafforzamento della struttura finanziaria, dopo le operazioni su beauty, gioielleria e real estate che hanno alleggerito il debito. Il quadro resta però ancora fragile sul fronte macro, in particolare in Medio Oriente, dove le vendite segnano -11% nel trimestre. Ora l'attenzione si sposta tutta su domani a Firenze, quando il Capital markets day «ReconKering» dovrà tradurre la stabilizzazione in una traiettoria di crescita più chiara. (riproduzione riservata)



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