Iveco valuta la possibilità di scorporare nel corso dell’anno la sua unità di difesa, mentre per il 2025 ha previsto un aumento moderato dell'utile operativo. Il ceo, Olof Persson, ha spiegato che, alla luce dei diversi trend nei mercati dei veicoli commerciali e della difesa, nonché della crescente differenza di condizioni per il successo a lungo termine di entrambi i business, «il cda sta valutando di separare, nel corso del 2025, il business Defence di Iveco Group, che comprende i marchi Idv e Astra e le relative attività, attraverso uno spin-off». Una separazione, ha proseguito Persson, «semplificherebbe la struttura del gruppo, accrescerebbe la focalizzazione del management e creerebbe flessibilità strategica per entrambi i business. Il consiglio di amministrazione fornirà un aggiornamento sugli esiti della valutazione nei prossimi mesi». Per quest’anno Iveco ha previsto un ebit adjusted tra 980 milioni e 1,030 miliardi di euro. Solo per le attività industriali le attese sono di ricavi netti stabili, un ebit adjusted fra 850 e 900 milioni, rispetto agli 851 milioni del 2024, leggermente superiore alle previsioni del gruppo, e un free cash flow fra 400 e 450 milioni.
«Riconfermiamo la nostra prospettiva preliminare per l'intero anno 2025 per i veicoli pesanti in Europa tra 280 e 290 mila immatricolazioni, che indica una stabilizzazione del mercato. Per i veicoli medi prevediamo che i volumi saranno leggermente in calo rispetto al 2024», ha sottolineato il ceo. «Per i veicoli leggeri, la nostra prospettiva per il settore in Europa è sostanzialmente invariata rispetto al 2024. Queste prospettive riflettono le nostre aspettative per un anno a due velocità: minore attività nella prima metà, con una ripresa nella seconda», ha aggiunto Persson. «Nel 2025 e nel 2026 accelereremo l'implementazione del nostro programma di efficienza e rivedremo la priorità di alcuni investimenti con l'obiettivo di ridurre la spesa operativa, senza per questo generare impatti sul nostro piano di sviluppo prodotti, il che equivarrà a un risparmio di 300 milioni di euro rispetto ai dati consuntivi dell’intero anno 2024», ha precisato. L'obiettivo «è quello di ridurre la spesa operativa, senza per questo generare impatti sul nostro piano di sviluppo prodotti, il che equivarrà a un risparmio di 300 milioni di euro rispetto ai dati consuntivi dell'intero anno 2024».
Il gruppo ha archiviato il 2024 con ricavi in calo a 15,29 miliardi rispetto ai 15,98 miliardi del 2023, ma sopra le attese del consenso a 15,117 miliardi. 14,948 miliardi (14,725 miliardi la stima del consenso) dalle attività industriali con i prezzi migliori che hanno parzialmente compensato i minori volumi in truck e powertrain. L’ebit adjusted è cresciuto a 982 milioni (+11 milioni; 969 milioni la previsione del consenso) con un margine del 6,4% (+30 punti base). Al 5,7% quello delle attività industriali. L’utile netto adjusted è salito a 569 milioni (+181 milioni; 488 milioni il consenso) con un eps adjusted pari a 2,09 euro, +0,74 euro rispetto al 2023. Invece, il free cash flow delle attività industriali è sceso a 402 milioni (450 milioni nel 2023) a fronte di una liquidità disponibile pari a 5,474 miliardi (+726 milioni). Il cda proporrà all’assemblea degli azionisti un dividendo di 0,33 euro per azione (90 milioni in totale), rispetto a quello di 0,22 euro per azione del 2023, e l’autorizzazione a un buyback di azioni ordinarie fino a 10 milioni per un importo totale fino a 130 milioni di euro. Il programma sostituirà quello esistente, avrà una durata di 18 mesi, e sarà finanziato dalla liquidità del gruppo.