Il mercato ignora il potenziale del consolidamento nel settore delle utilities. Così Ella Walker-Hunt, analista di Citi, che ha avviato la copertura dell’azione con una raccomandazione buy e un target price a 7,8 euro. «La nostra analisi delle dinamiche di consolidamento nella distribuzione del gas in Italia ci porta a ritenere che Italgas è ben posizionata rispetto ai competitor e, combinando questo con la sua comprovata capacità di migliorare l’efficienza operativa, riteniamo che possa generare valore e superare le aspettative del consenso a livello di utile», spiega Ella Walker-Hunt. Non solo. C’è margine nel bilancio dell’utility guidata da Paolo Gallo per permetterle di accelerare gli investimenti (capex) o aumentare i dividendi, offrendo così un potenziale ulteriore upside rispetto al target price a 7,8 euro che implica già un +11,7% rispetto alla quotazione attuale in borsa a 6,98 euro.
Le prospettive di crescita organica nella distribuzione del gas in Italia sono limitate, ma gli operatori stanno crescendo attraverso il consolidamento nel settore, spinti dalla pressione normativa e dal voler migliorare l’efficienza. Il mercato è ancora fortemente frammentato e l’esperta di Citi ritiene che Italgas, in quanto operatore dominante, sia ben posizionata per beneficiare di ulteriori acquisizioni. E anche se sono più costose, tutte le transazioni finora osservate mostrano premi inferiori al 20% sulla Rab. Al contempo, la combinazione del consolidamento del settore e degli investimenti organici dovrebbero portare a un tasso medio annuo di crescita pro-forma della Rab del 4% tra il 2025 e il 2030. Insieme alle sinergie derivanti dalla fusione con 2i, «ci aspettiamo un cagr dell’ebitda e dell’utile per azione del 6%, contro il 3% di Snam e il 2% di Terna». Inoltre, Italgas ha effettuato acquisizioni con una valutazione ev/Rab inferiore a 1,12 volte. «Pensiamo che questi aspetti non siano ancora riflessi nel consenso tanto che abbiamo stime più alte sugli utili dal 2025 al 2030», aggiunge l’esperta di Citi che per fine 2025 si attende un utile netto a 671,2 milioni di euro dai 506,6 milioni del 2024 e per il 2026 a 807,8 milioni.
La crescita di Italgas e investimenti fino a 500 milioni all’anno dal 2026 sono anche compatibili con un percorso di riduzione dell’indebitamento, con il rapporto debito netto/ebitda visto scendere dalle 6,1 volte del 2025 a 4,7 nel 2030. Di conseguenza, continua Ella Walker-Hunt, Italgas ha margine per accelerare gli investimenti, con un tasso di crescita medio annuo dell’utile per azione del +2%, oppure sostenere un payout del dividendo al 90%, con un dividend yield medio del 12%», stima l’esperta che a valere sul bilancio 2025 si attende un dividendo in aumento rispetto al 2024 a 0,43 euro per azione (rendimento del 6,2%). Nel 2026 è stimato a 0,52 euro per azione (7,5%) e nel 2027 a 0,54 euro per azione (7,8%).
Attualmente il titolo Italgas scambia con un premio del 18% rispetto alla Rab 2025 (15 miliardi) contro il premio del 24%-26% delle rivali Snam e Terna. «A nostro avviso, ciò non riflette il total shareholder return molto interessante del 14% annuo con un tasso medio annuo di crescita dell’eps del 6% e un rendimento medio del dividendo dell’8%, rispetto ai 7%-9% dei competitor. Il nostro target price a 7,8 euro per azione implica un premio del 23% sulla Rab e riflette un total return atteso del 20%», precisa Ella Walker-Hunt. (riproduzione riservata)