Generali chiude il 2024 con un risultato operativo record, in crescita a 7,3 miliardi (+8,2%), guidato da tutti i segmenti di business, con il forte contributo di Asset & Wealth Management e un utile netto normalizzato a 3,8 miliardi (+5,4%), il più alto nella storia del gruppo. Risultati che anno consentito alla compagnia assicurativa di proporre alla prossima assemblea un dividendo per azione di 1,43 euro che sarà pagabile a partire dal 21 maggio, mentre le azioni saranno negoziate prive del diritto al dividendo a partire dal 19 maggio. Una cedola che rappresenta un incremento dell’11,7% rispetto allo scorso anno e che comporta un’erogazione massima complessiva di 2.172 milioni.
I premi lordi sono cresciuti a 95,2 miliardi (+14,9%), grazie al significativo incremento di Vita e Danni. Nel Vita i premi lordi sono stati 61,4 miliardi (+19,2%) e la raccolta netta ha raggiunto 9,7 miliardi, interamente concentrata nelle linee puro rischio e malattia e unit-linked, in linea con la strategia del gruppo. Con un risultato operativo in crescita a 3.982 milioni (+6,6%).Mentre nel ramo Danni i premi sono stati pari a 33,8 miliardi (+7,7%) con un combined ratio al 94% e un combined ratio non attualizzato in miglioramento al 95,9% (-0,8 punti percentuali). Il risultato operativo del segmento è stato di 3.052 milioni (+5,1%). Il Solvency Ratio è risultato pari al 210% rispetto al 220% di fine 2023. Si conclude cosi il piano strategico 2022-2024, con gli obiettivi che sono stati superati. Il range del tasso annuo composto di crescita dell’utile per azione è stato dell’11,3% contro un range di piano indicato tra il 6 e l’8% (per il periodo 2021-2024). I flussi di cassa netti disponibili a livello della capogruppo sono stati di 9,6 miliardi contro un target di oltre 8,5 miliardi, mentre i dividendi cumulativi sono stati di 5,5 miliardi, rispetto a un target compreso tra 5,2 e 5,6 miliardi.
Il nuovo piano presentato lo scorso 30 gennaio a Venezia prevede, in particolare, dividendi cumulati di oltre 7 miliardi, oltre all’impegno al riacquisto di azioni proprie per almeno 1,5 miliardi nell’arco di piano e un buyback pari a 500 milioni da avviare nel corso del 2025. In ballo c’è ora l’operazione con Natixis dopo che, il 21 gennaio scorso, Generali e la francese Bpce hanno annunciato di aver firmato un memorandum of understanding non vincolante per la creazione di una Joint Venture tra le rispettive società di asset management, Generali Investments Holding e Natixis Investment Managers. La nuova entità ha l’obiettivo di diventare il primo operatore per ricavi in Europa, collocandosi al nono posto a livello mondiale per asset under management. Intanto l’assemblea per il rinnovo del board è stata anticipata dal consiglio di amministrazione al 24 aprile rispetto alla data dell’8 maggio nell’incertezza delle norme sulla presentazione della lista espressione del consiglio di amministrazione, che è stata poi esclusa con i singoli azionisti di Generali che presenteranno, quindi, i propri candidati. (riproduzione riservata)