Ferrari ha deciso di tagliare in modo significativo le forniture di vetture destinate al mercato britannico. Come riportato dal Financial Times, la scelta sarebbe legata agli effetti della recente riforma fiscale del governo britannico, che ha abolito il regime agevolato per i cosiddetti «non-domiciled residents» (i «non-dom»), storicamente tra i principali acquirenti dei modelli di Maranello oltremanica. L’amministratore delegato Benedetto Vigna, intervistato dal quotidiano economico londinese, ha spiegato che «alcuni clienti stanno lasciando il Paese per motivi fiscali» e che la riduzione delle allocazioni è servita a stabilizzare il mercato locale, dopo un periodo di pressione sui valori residui delle vetture di lusso.
Secondo l’analisi del Financial Times, la decisione di Londra di eliminare le agevolazioni fiscali per i residenti non domiciliati - misura effettiva da aprile - ha alimentato il timore di una fuga dei grandi patrimoni, con ricadute dirette su settori come quello dell’automotive di alta gamma. La stessa testata cita inoltre dati di Auto Trader che mostrano come, tra gennaio e ottobre, il valore dell’usato per alcuni modelli Ferrari - tra cui il Purosangue e la SF90 Stradale - sia sceso rispettivamente del 12,2% e del 6,6%, pur con segnali di stabilizzazione negli ultimi mesi.
Ferrari, che mantiene margini operativi tra i più elevati del settore (circa il 30%), basa gran parte della propria strategia sulla gestione della scarsità dei propri modelli. La casa di Maranello, prosegue il quotidiano, punta ora a preservare la solidità del proprio mercato britannico e la tenuta dei valori residui, considerati fondamentali per la percezione di esclusività del marchio. In tutto questo gli investitori restano cauti sulla casa di Maranello: il titolo Ferrari ha perso circa il 17% dopo le recenti indicazioni del gruppo su una marginalità sostanzialmente stabile nei prossimi cinque anni, in un contesto di transizione verso modelli ibridi ed elettrici. (riproduzione riservata)