Ferrari rimane un investimento interessante nel lungo periodo grazie al ricco retaggio del marchio, al potere nella determinazione dei prezzi e alla capacità di generare ritorni costanti sul capitale. Sebbene Berenberg si aspetti solo una crescita modesta dei volumi, ritiene che gli investitori possano ottenere ritorni interessanti nel lungo periodo grazie alla crescita degli utili e al free cash flow trainato dal prezzo/mix. Inoltre, Berenberg vede un potenziale upside rispetto alle stime del consenso sui margini in vista del Capital Markets Day di ottobre e dei lanci dei nuovi modelli, catalizzatori chiave nel breve termine. Per questi motivi ha avviato la copertura dell’azione, in un report dal titolo «Fast and luxurious», con un rating buy e un target price a 484 euro (applicato uno sconto del 10% rispetto al competitor del lusso Hermès), +16,3% di potenziale margine di apprezzamento rispetto alla quotazione attuale a Piazza Affari a 416,10 euro (+2,31% rispetto alla chiusura del 15 settembre).
D’altra parte, «lo stemma del cavallino rampante evoca immediatamente esclusività, prestazioni e status, rafforzati dalla storia della Rossa in Formula 1 e dalla filosofia di limitare la produzione a: un’auto in meno rispetto alla domanda del mercato. L’azienda mantiene un portafoglio ordini di 18-24 mesi e un’elevata fedeltà dei clienti: l’81% delle vendite del 2024 andrà a proprietari già fidelizzati, il 48% dei quali possiede più di una Ferrari. Stimiamo che la domanda reale sia 2-3 volte i volumi annuali delle consegne», ha previsto Berenberg. La scarsità rende la proprietà simile a un club esclusivo: ai potenziali clienti viene spesso consigliato di possedere e mantenere per oltre un anno modelli meno esclusivi o usati, con ampie possibilità di personalizzazione ad alto margine, prima di poter essere considerati per i modelli più ambiti; solo anni di fedeltà, partecipazione alla community e molteplici acquisti personalizzati dà diritto all’accesso alle Special Series o ai modelli in edizione limitata.
Prezzo, mix e personalizzazione a sostegno di una crescita a doppia cifra degli utili. Infatti, Berenberg ha previsto un passaggio da una crescita trainata dai volumi a una crescita dei ricavi guidata dal prezzo/mix con margini più elevati. «Crediamo che la Ferrari possa raggiungere un margine operativo del 32% e una crescita a doppia cifra degli utili nei prossimi cinque anni», stima il broker. Per questo ha alzato dell’8%/7% le stime di utile per azione 2026/2027 rispetto al consenso, «riteniamo, infatti, che il consenso non tenga adeguatamente conto del vento favorevole del prezzo/mix sui margini della Ferrari, derivante dal ramp-up della F80, dal lancio della Elettrica, da diversi aggiornamenti dei modelli e dalle personalizzazioni in aumento», aggiunge Berenberg che a fine 2025 si aspetta ricavi a 7,046 miliardi di euro dai 6,677 miliardi del 2024, un ebitda a 2,68 miliardi (2,55 miliardi nel 2024) con un ebitda margin al 38% e un utile netto a 1,558 miliardi (1,522 miliardi nel 2024) con un dividendo a 2,94 euro per azione.
Ferrari è, dunque, un titolo da detenere nel lungo termine che merita un premio da lusso di alta qualità: con utili meno ciclici, margini intorno al 30%, oltre il 75% di conversione in free cash flow e un ritorno sul capitale investito (Roic) superiore al 30%, la Rossa si distingue dal settore auto come un «compounder» del lusso in stile Hermès, giustificando, a detta di Berenberg, la disponibilità degli investitori a pagare un premio. (riproduzione riservata)