Eni ha chiuso il primo trimestre 2026 annunciando un forte incremento del buyback, che quasi raddoppia (+ 90%). È l’effetto del rialzo delle stime del flusso di cassa operativo, rivisto al rialzo alla luce dello scenario geopolitico e atteso in crescita del 20% rispetto alla previsione iniziale, a 13,8 miliardi su base annua. Il dividendo 2026 è confermato a 1,10 euro per azione, in crescita del 5% rispetto all’esercizio precedente. Eni ricorda anche che, qualora il Brent superasse i 90 dollari/barile o si registrassero rialzi significativi del gas o dei margini di raffinazione, il 100% dell’ulteriore upside verrebbe distribuito come dividendo straordinario nell’ultimo trimestre, come era stato annunciato in occasione dell’aggiornamento del piano industriale.
Il primo trimestre si caratterizza anche per l’aumento della produzione (+ 9%) a 1,8 milioni di barili equivalenti al giorno, con nuove scoperte per circa un miliardo di barili. Tra le scoperte più rilevanti spicca il giacimento di Geliga nell’offshore indonesiano, con stime preliminari di circa 140 miliardi di metri cubi di gas e 300 milioni di barili di condensati. Significative anche le scoperte in Angola, Costa d’Avorio, Libia ed Egitto. Nel trimestre sono state inoltre raggiunte le decisioni finali di investimento per i progetti gas South Hub e North Hub in Indonesia, a 18 mesi dall’approvazione dei piani di sviluppo. Nel Paese asiatico Eni è in dirittura di arrivo per il lancio della joint venture paritetica con il gruppo Petronas.
I numeri, comunicati venerdì 24 aprile a borsa ancora chiusa, sono in leggero calo su base annua, invece, per gli indicatori finanziari, che comunque sono per lo più superiori al consenso: l’utile operativo proforma adjusted si attesta a 3,54 miliardi di euro (-4%), a causa in particolare dell’effetto cambio euro/dollaro sfavorevole; l’utile netto adjusted di competenza degli azionisti è sceso a 1,3 miliardi (-8%). Sul fronte della cassa, il flusso netto da attività operativa si è attestato a 1,43 miliardi (da 2,39 miliardi del primo trimestre 2026). Eni precisa che la variazione risente fortemente della dinamica del capitale circolante, volatile per natura su base trimestrale; la misura gestionale di riferimento, il flusso di cassa operativo ante capitale circolante al costo di rimpiazzo adjusted, si è fermata a 2,88 miliardi, in calo del 16% annuo. Gli investimenti organici a 1,87 miliardi, sostanzialmente stabili. Sul fronte finanziario, l’indebitamento netto è salito a 10,8 miliardi con un gearing al 15%, in linea con il range target. Le attese di mercato indicavano per il primo trimestre una produzione di 1,78 milioni di barili equivalenti al giorno, con un utile operativo attorno a 3,83 miliardi (3,77 miliardi su base pro forma) e investimenti per circa 1,78 miliardi, mentre l’utile netto adjusted era previsto intorno a 1,5 miliardi. (riproduzione riservata)