Dopo il Capital Market Day di Enel, è arrivato il giorno di Endesa. Con una mossa analoga alla capogruppo, che ha alzato di 10 miliardi di euro l’asticella degli investimenti fino a 53 miliardi per il triennio 2026-28, anche la controllata spagnola ha deciso di allungare il passo, portandoli a 10,6 miliardi di euro (+10%), un livello che la società non toccava dal 2014, come hanno sottolineato il ceo José Bogas e il cfo Marco Palermo. Di questi, 3 miliardi saranno destinati alle rinnovabili con obiettivo 13,2 Gigawatt (+1,9 Gw), mentre oltre la metà (5,5 miliardi di euro) andranno alla rete di distribuzione, ma a determinate condizioni: quella cifra si sbloccherà se verrà approvato il Decreto Reale che consente investimenti oltre il tetto regolatorio attuale. Per Ubs il piano e le prospettive della società sono ben sopra le attese, apprezzati anche il payout minimo al 70% dell’utile e la stima di crescita dell’eps (utile per azione) pari al 4% medio annuo nel triennio. Ben accolti anche i conti del 2025, superiori al consenso. Endesa ha chiuso l’esercizio con un ebitda di 5,7 miliardi di euro, in aumento del 9%, e un utile netto ordinario di 2,3 miliardi di euro, in crescita del 18%. Di conseguenza, alla prossima assemblea generale degli azionisti, verrà proposto un aumento del 20% del dividendo, a 1,58 euro per azione.
Anche per Enel sono arrivati altri giudizi positivi da parte delle banche d’affari. Sia Equita che Balclays hanno alzato il prezzo obiettivo a 11 euro, mentre Akros lo ha portato a 10,5 dai precedenti 9,7 euro, con raccomandazione add. Nel dettaglio, Equita ha rivisto al rialzo le stime su Enel, aumentando l’eps del 2%-5% nel periodo 2027-2030 per incorporare gli effetti del maggiore leverage (rapporto debito/ebitda da 2,5 a 3 volte), del buyback fino a 3,5 miliardi al 2028 e di un dividendo più generoso (da 53 a 58 centesimi attesi nel 2028). Il target price è stato alzato a 11 euro. Secondo gli analisti, il titolo tratta ancora a sconto rispetto alle utility integrate europee, pur offrendo una crescita media dell’eps del 6% annuo e un dividend yield del 5%-6%, a fronte di una leva tra le più contenute del settore. Anche Barclays ha alzato le stime su Enel definendo i target «ben sopra il consensus». Il nuovo prezzo obiettivo sale da 10 a 11 euro con rating confermato overweight (sovrappesare). La banca evidenzia una crescita dell’eps intorno al 6% fino al 2030, maggiore visibilità sugli utili grazie a reti e rinnovabili e un contributo crescente da soluzioni legate all’intelligenza artificiale e alla domanda dei data center. Secondo gli analisti, il titolo tratta a sconto rispetto alle utility integrate europee (circa 12 volte gli utili 2027 contro 14 dei concorrenti), pur offrendo dividendo intorno al 5% e leva sotto controllo. È incorporato nelle stime anche un impatto prudenziale del decreto energia italiano. Ancora più elevato il target price indicato da Alphavalue a 11,8 euro. (riproduzione riservata)