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Focus su Enel

23 luglio 2025, 07:40 Ultimo aggiornamento: 07:49

È tempo per Enel di colmare il divario con i competitor. Così Jefferies in un report in cui ha ribadito la raccomandazione buy e alzato il target price dopo che l’azione ha sottoperformato rispetto alle azioni delle utilities rivali del 7% da inizio anno, «ma vediamo un potenziale punto di svolta all’orizzonte», sostiene Jefferies. Una maggior chiarezza sul rinnovo della concessione italiana, ipotizza il broker, potrebbe sbloccare il buyback da 3,5 miliardi di euro. Inoltre in America Latina, il sentiment sta migliorando, il che potrebbe favorire un aumento dei multipli. Con un multiplo p/e 2026 di 12 volte e un ritorno per gli azionisti di circa l’8%, «riteniamo che Enel sia ben posizionata per una rivalutazione. Alziamo, quindi, il nostro target price del 10% a 9,50 euro (+1,37% a 7,818 euro l’azione in chiusura in borsa), attualmente il più alto del mercato, a conferma del nostro giudizio positivo su Enel», continua Jefferies.

 


In particolare, il broker ipotizza che una maggior chiarezza riguardo il rinnovo della concessione italiana per il Distribution system operator, che rappresenta circa il 20% dell’ebitda del gruppo, possa migliorare in modo significativo la visibilità sull’allocazione futura del capitale: «nel nostro scenario base, consideriamo un canone di 5 miliardi di euro, interamente aggiunto alla Rab, a supporto di un tasso medio annuo di crescita del 10% e con una proiezione della Rab a 28,7 miliardi di euro entro il 2027, +6% rispetto alla previsione di Enel al Capital Market Day». Da qui la simulazione: «stimiamo che ogni ulteriore miliardo di euro aggiunto alla Rab possa aumentare l’utile per azione di Enel dello 0,5% circa. Se questa chiarezza si concretizzasse nei prossimi mesi, crediamo possa aprire la strada al programma di riacquisto di azioni proprie da 3,5 miliardi, circa il 4,4% della capitalizzazione di mercato del gruppo, sostenuto da una capacità residua di circa 10 miliardi», spiega Jefferies. Non solo. «Se ipotizziamo un buyback da 3,5 miliardi suddiviso in 1 miliardo nella seconda metà del 2025 e in 2,5 miliardi nel resto del 2026 fino a novembre, evidenziamo che la nostra stima dell’utile per azione 2026 sarebbe superiore del 4,3% rispetto a quella del consenso. Questo scenario assume un costo del debito del 4%», precisa Jefferies.

 


C’è dell’altro potenziale. Le attività di Enel in America Latina (il 26% dell’ebitda) hanno storicamente sottoperformato, penalizzate dall’instabilità politica ed economica, dalla svalutazione dei cambi e dalle incertezze regolatorie. Tuttavia, Jefferies inizia a intravedere segnali di miglioramento: il rinnovo della concessione in Brasile migliora la visibilità e le prossime elezioni in mercati chiave potrebbero portare a leadership più favorevoli al mercato. In particolare, il Brasile resta il terzo mercato più importante per Enel (il 12% dell’ebitda) e i recenti sviluppi regolatori stanno ponendo le basi per una stabilità a lungo termine e creazione di valore. Enel gestisce tre società di distribuzione nel Paese - Enel Rio, Enel Ceará ed Enel São Paulo - tutte in fase di rinnovo delle concessioni per ulteriori 30 anni. 

 

Il cda di Enel si riunisce il 31 luglio per analizzare i conti del secondo trimestre del 2025. Jefferies si attende un ebitda di 5,4 miliardi di euro, in calo del 2,6% su base annua, di riflesso alla normalizzazione del business retail italiano e al venir meno del contributo del Perù. Con il primo semestre che rappresenta circa il 52% del target di utile netto 2025 (punto medio della guidance: tra 6,7 e 6,9 miliardi di euro), «riteniamo che la società sia in linea con le aspettative e prevediamo che raggiungerà il limite superiore del range a 6,9 miliardi». Dal punto di vista, infine, della valutazione Enel è scambiata a un multiplo p/e 2025 interessante di 12 volte, con uno sconto del 30% rispetto a Iberdrola, nonostante offra una crescita per l’azionista dell’8% trainata da un rendimento del dividendo del 6% e da un tasso medio annuo di crescita dell’eps del 2%, un profilo migliore rispetto a quello degli altri operatori integrati del settore delle utility. (riproduzione riservata)



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