Crollano l’utile e i ricavi nel quarto trimestre di Cnh, il colosso specializzato in macchine agricole e per l’edilizia, che fa parte della galassia Exor degli Agnelli. L’utile dell’azienda nel periodo è stato del -70% a 176 milioni di dollari e i ricavi hanno chiuso in ribasso del 28% a 4,876 miliardi. Nell'intero 2024 l'utile è sceso del 45% a 1,26 miliardi, mentre i ricavi hanno segnato un -20% a 19,83 miliardi. Le vendite delle attività industriali sono state di 4,13 miliardi di dollari (in calo del 31% rispetto al quarto trimestre 2023) e il flusso di cassa netto derivante dalle attività operative è stato pari a 1.692 milioni di dollari e il free cash flow industriale è stato pari a 848 milioni di dollari nel quarto trimestre 2024.
I ricavi consolidati per l'intero anno 2024 sono stati di 19,84 miliardi di dollari, in calo del 20% rispetto all'anno precedente, con vendite nette delle attività industriali pari a 17,06 miliardi di dollari, in calo del 23%. L'utile netto ha chiuso a 1.259 milioni di dollari, rispetto all'utile netto di 2.287 milioni di dollari del 2023 pari al -45% e l'utile netto rettificato è stato di 1.339 milioni di dollari, rispetto a 2.217 milioni di dollari nel 2023, con un utile per azione diluito rettificato di 1,05 dollari, rispetto a 1,63 dollari nel 2023.
«Come previsto, l'inventario dei concessionari agricoli è diminuito nel quarto trimestre di oltre 700 milioni di dollari grazie a un supporto mirato alle vendite al dettaglio e a una riduzione del 34% delle ore di produzione», ha commentato il ceo Gerrit Marx. Durante la call con gli analisti l’ad ha ammesso che «il 2024 è stato problematico, ma oltre alla riduzione delle scorte, ci siamo focalizzati sui risparmi: abbiamo chiuso l’anno con una riduzione strutturale dei costi e abbiamo risparmiato circa 600 milioni di dollari, grazie a miglioramenti operativi e a una ristrutturazione delle attività». Marx ha però aggiunto che «le condizioni di mercato difficili continueranno almeno fino alla prima metà del 2025 e manterremo i livelli di produzione piuttosto bassi per progettare ulteriormente una riduzione dell'inventario dei canali». (riproduzione riservata)