Un 2025 complesso per il settore automotive si riflette sui conti di Brembo, società bergamasca specializzata in sistemi frenanti ad alte prestazioni che ieri ha chiuso in calo dell'8,2% a 7,95 euro. Il gruppo presieduto da Matteo Tiraboschi ha rafforzato nel corso dell'anno il posizionamento strategico attraverso l'acquisizione di Öhlins, società attiva nella tecnologia avanzata delle sospensioni. I ricavi netti consolidati 2025 si attestano a 3,7 miliardi, in calo del 3,6% su base annua (-1,6% a cambi costanti), penalizzati dal rallentamento della produzione automobilistica. Il comparto auto registra una contrazione del 5,2%, solo in parte compensata dalla crescita del segmento aftermarket, mentre risultano più deboli motocicli (-10,6%) e veicoli commerciali (-10,5%). In controtendenza il settore racing, che beneficia anche del contributo di Öhlins, con un balzo del 52,9%.
Sul fronte della redditività il gruppo evidenzia una contrazione dei margini. L'ebitda si attesta a 612,1 milioni, in calo del 7,4% rispetto ai 661,1 milioni del 2024, con un margine del 16,5% dei ricavi (dal 17,2%, -0,7 punti percentuali). L'ebit scende a 336,5 milioni, in flessione del 14,4% rispetto ai 393,3 milioni dell'anno precedente, con un margine del 9,1% (dal 10,2%, -1,1 punti percentuali). L'erosione è legata sia alla minore leva operativa sia all'aumento del costo del lavoro, salito a 766,7 milioni (+5,1%), pari al 20,7% dei ricavi. L'utile netto si attesta a 209,3 milioni di euro, in calo del 20,3% rispetto ai 262,6 milioni del 2024, mentre il risultato ante imposte è pari a 295,6 milioni, in diminuzione del 19,2%.
Nel 2025 sono stati realizzati investimenti per 440,7 milioni. Sul fronte finanziario, l'indebitamento finanziario netto si attesta a 719,2 milioni di euro, in miglioramento di 128 milioni rispetto a settembre. Per quanto riguarda la remunerazione degli azionisti, il cda propone un dividendo di 0,30 euro oltre a un piano di buyback fino a 10 milioni di azioni per un massimo di 180 milioni. Nel 2026 Brembo prevede ricavi stabili a cambi costanti e un ebitda margin in linea con il 2025 (16,5%), con investimenti in calo a 350 milioni e un indebitamento atteso sotto i 700 milioni. L'evoluzione ovviamente resta condizionata dalle tensioni geopolitiche e dalla debolezza della domanda di auto. (riproduzione riservata)