Aumento dei tassi, energy shock e il conseguente e improvviso crollo dei prezzi energetici erano apparsi come i segnali che la vita delle multiutility e dei gruppi energetici italiani si fosse complicata. E invece le utility italiane sono riuscite a resistere, mostrando una forte solidità non solo del conto economico, ma anche sotto il profilo delle performance di borsa. In Italia a spiccare tra tutte è Acea, la multiutility controllata dal Comune di Roma che nell’ultimo anno, dal 30 settembre 2023 al 30 settembre 2024, ha mostrato un total shareholder return dell’80,4%. Una performance che acquista maggior valore se confrontata con l’andamento del Ftse Mib, cresciuto del 27,1% nello stesso arco di tempo e ancor di più con l’andamento dell’indice Euro Stoxx Utilities, salito del 22,5%.
Alla base di questa performance messa a segno dal gruppo guidato dall’amministratore delegato Fabrizio Palermo, vi sono diversi fattori: si va dall’approvazione del piano industriale 2024-2028 (nella settimana di presentazione a marzo le azioni hanno guadagnato l’8,79%), al miglioramento dell’outlook da «negativo» a «stabile» da parte di Fitch, fino ai risultati 2023 che hanno battuto la guidance e a quelli conseguiti nel primo semestre 2024, che hanno mostrato una crescita dei profitti del 21%. A questi fattori, va aggiunta la congiuntura macroeconomica: nel periodo che va dal 30 settembre 2023 al 30 settembre 2024 si è verificata una forte contrazione dei rendimenti sovrani in funzione della mitigata dinamica inflattiva e crescenti attese di allentamento politiche monetarie (con il rendimento del Byo a 10 anni in area -130 bps). Il tutto senza contare la riorganizzazione e il rinnovo della squadra manageriale del gruppo.
L’andamento della società è stato sottolineato anche dagli analisti che coprono il titolo. Kepler Cheuvreux ha apprezzato «l’elevata presenza nei business regolati che offrono maggiore visibilità e la capacità del management di superare la redditività stabilita dal regolatore grazie a un’efficiente gestione». Per gli esperti, Acea dovrebbe essere considerata più come un operatore regolato che una multiutility, soprattutto nel caso in cui venga finalizzata la cessione delle attività di vendita di energia. Anche Equita ha apprezzato il focus sui business regolati esposti alla transizione, sottolineando che il titolo «è scambiato a multipli interessanti anche in considerazione dell’elevata presenza nei business regolati e dei rifiuti». Da Mediobanca, dopo il piano al 2028, in considerazione del livello degli investimenti, hanno aumentato le stime di ebitda e utile netto, mentre Banca Akros ha apprezzato il focus sul business idrico «che offre interessanti opportunità di crescita in Italia, in quanto rappresenta un obiettivo prioritario del governo al fine di ridurre le perdite di rete e aumentare la resilienza del sistema alla crisi climatica». (riproduzione riservata)