Nonostante un 2025 influenzato da una produzione idroelettrica minore dell'anno precedente A2A mantiene la barra a dritta riuscendo anche ad aumentare il dividendo da distribuire agli azionisti. La multiutility lombarda guidata dal ceo Renato Mazzoncini ha registrato un mol di 2,243 miliardi, in calo del 4%, in seguito soprattutto alla normalizzazione della produzione idroelettrica. Al netto di tale effetto l'ebitda è in crescita del 4% e si posiziona comunque sopra la guidance fornita dal gruppo. L'utile netto adjusted si è ridotto del 16% a 686 milioni, ma al netto della normalizzazione della produzione idroelettrica l'utile netto sarebbe in calo dell'1%. Crescono invece i ricavi adjusted (+9%), che raggiungono i 14 miliardi in seguito al consolidamento della società Duereti e all'aumento dei volumi venduti, in particolare di energia elettrica.
Il cda di A2A ha comunque deciso di proporre all'assemblea dei soci un dividendo di 0,104 euro per azione, in aumento del 4% rispetto allo scorso anno (0,10 euro). Per i Comuni di Milano e di Brescia, azionisti con il 25% ciascuno, significherà incassare 81,5 milioni a testa, considerando un monte dividendi complessivo di circa 325 milioni di euro. Continuano poi ad aumentare gli investimenti, saliti nel 2025 dell'11% a 1,7 miliardi, di cui un miliardo relativo a progetti di sviluppo, principalmente finalizzati al potenziamento ed efficientamento delle reti di distribuzione elettrica e all'aumento della flessibilità degli impianti di generazione, oltre alla crescita nella circular economy. La posizione finanziaria netta si è attestata a 5,474 miliardi, in calo da quella di fine dicembre 2024 grazie a un flusso di cassa operativo che ha garantito la copertura degli investimenti e dei dividendi nonché agli incassi da asset disposal. Il rapporto tra posizione finanziaria netta ed ebitda adjusted è pari a 2,4 (dal 2,5 di fine 2024). (riproduzione riservata)