Dal 5 al 10 novembre Shanghai ha ospitato l'ottava edizione della China International Import Expo (Ciie). In occasione della cerimonia inaugurale del 5 novembre, il premier cinese Li Qiang è intervenuto ricordando nel suo discorso, che il crescente successo della Ciie derivi sostanzialmente dall'adesione al principio cardine di «condividere opportunità con il mondo».
Richiamando le parole del presidente Xi Jinping, il premier ha affermato che l’economia cinese è un oceano vasto, così come lo è l’economia mondiale, e che tutti gli oceani del pianeta sono connessi tra loro. La Ciie rappresenta sia uno sbocco privilegiato attraverso cui l'economia mondiale accede al mercato cinese, sia un ponte cruciale che la Cina al mondo.
Il premier ha sottolineato tre principi. Il primo è la necessità di perseverare nell'uguaglianza e nel mutuo beneficio, fondamenta per un'autentica convergenza di interessi. Quanto più lo sviluppo economico globale rallenta e le dispute internazionali si intensificano, tanto più risulta imperativo insistere sulla cooperazione paritaria e reciprocamente vantaggiosa.
In secondo luogo, salvaguardare fermamente i principi etici e tutelare concretamente equità e giustizia internazionali. In terzo luogo, promuovere riforme della governance globale e perfezionare il sistema normativo del commercio e dell'economia internazionali.
Il premier ha inoltre precisato che la Quarta Sessione Plenaria del XX Comitato Centrale ha deliberato e approvato le proposte per il 15° Piano Quinquennale, conferendo rinnovata certezza allo sviluppo economico-sociale della Cina nel prossimo periodo. Questa certezza si articola fondamentalmente su due direttrici: la stabilità dello sviluppo e l'apertura internazionale di alto livello.
La Cina continuerà a perseguire l'obiettivo prioritario dello sviluppo economico, promuoverà con determinazione un'apertura di alto profilo verso l'estero, ampliando progressivamente l'apertura di carattere istituzionale e favorendo la realizzazione di progetti pilota integrati per l'espansione dell'apertura nel settore terziario. Una Cina impegnata in un percorso di modernizzazione costante non potrà che apportare al contesto globale maggiore stabilità ed energia positiva.
La Cina rappresenta l'unica nazione al mondo a organizzare una manifestazione fieristica internazionale dedicata esclusivamente alle importazioni, un'iniziativa che già di per sé riveste un carattere straordinariamente positivo. Numerose aziende, inizialmente semplici «visitatori alla prima esperienza», sono progressivamente diventate «frequentatrici affezionate» fino a trasformarsi in «ospiti abituali». Un'evoluzione emblematica che rispecchia la determinazione e la genuina volontà della Cina di aprirsi ulteriormente e di condividere con la comunità internazionale le proprie opportunità di sviluppo.
I numeri parlano chiaro: nelle prime sette edizioni, la manifestazione ha presentato circa 3.000 nuovi prodotti, tecnologie e servizi, generando un volume d'affari complessivo previsto superiore ai 500 miliardi di dollari e coinvolgendo oltre 23.000 espositori internazionali. Quest'anno la Ciie ha registrato numeri da primato: 155 Paesi, regioni e organizzazioni internazionali, 4.108 aziende estere e una superficie espositiva che supera i 430.000 m², con le imprese statunitensi che si confermano al primo posto per estensione occupata per il settimo anno consecutivo.
La Ciie non costituisce solo un grande raduno espositivo, bensì un autentico palcoscenico globale per l'innovazione. In questa edizione sono stati presentati 461 nuovi prodotti, tecnologie e servizi, con padiglioni inediti dedicati all'economia del volo a bassa quota, alla robotica umanoide, alla silver economy e all'economia degli sport invernali. Siemens (Germania) ha esposto oltre 10 soluzioni avanzate di intelligenza artificiale industriale, Rockwell Automation (Stati Uniti) ha lanciato innovazioni capaci di incrementare significativamente l'efficienza comunicativa dei sistemi produttivi, ClickCorp (Canada) ha presentato in anteprima mondiale ClickCopilot, robot compagno domestico specificatamente progettato per la «generazione d'argento». La vitalità innovativa e gli effetti di scala di un mercato gigantesco si sommano, trasformando il grande mercato cinese in un terreno di prova e di applicazione per l'innovazione globale.
Anche l'Italia ha dato ampio risalto alle proprie eccellenze, presentando prodotti di elevata qualità e soluzioni innovative in settori quali design industriale, meccanica, moda, enogastronomia, arredamento e protezione ambientale, confermandosi ormai quale partecipante abituale della manifestazione. Secondo la Fondazione Italia Cina, all'edizione 2025 hanno partecipato circa 70 imprese italiane, determinate ad esplorare più approfonditamente il mercato cinese e a cogliere inedite opportunità di collaborazione.
Per le aziende italiane, la Ciie non costituisce meramente una piattaforma commerciale, bensì rappresenta una vetrina strategica per consolidare il posizionamento del brand, affinare le strategie di mercato e incontrare partner. L'orientamento cinese verso la cooperazione internazionale, coniugato con la forte attenzione per tecnologia e innovazione, genera opportunità tangibili per i comparti di eccellenza italiana: manifattura di alta gamma, design, trasformazione agroalimentare e settore biomedicale.
In un contesto internazionale caratterizzato da incertezze relative a dazi e costi logistici, numerose imprese italiane hanno evidenziato come la Ciie offra un'opportunità privilegiata per dialogare direttamente con i consumatori cinesi, comunicando efficacemente il valore distintivo del Made in Italy. Aspetto ancor più rilevante, la fiera costituisce un ponte strategico per un dialogo proficuo con i distributori locali, consentendo a un numero crescente di eccellenze italiane di entrare il mercato cinese. (riproduzione riservata)