Il 18 dicembre il porto di libero scambio dell'isola di Hainan ha avviato ufficialmente l'operatività doganale indipendente, compiendo un passo cruciale verso l'obiettivo di diventare "una porta di apertura fondamentale della Cina nella nuova era". Lo stesso giorno del 1978, la Terza sessione plenaria dell'XI Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese diede avvio alla grande marcia della riforma e dell'apertura. Quarantasette anni dopo, di fronte al crescente unilateralismo e protezionismo e a una globalizzazione economica in difficoltà, la piena operatività della zona di libero scambio di Hainan rappresenta un'altra pietra miliare nel processo di riforma e apertura della Cina.
Secondo l'opinione pubblica internazionale, questa mossa non solo accelererà la costruzione di un nuovo modello di sviluppo cinese, ma aprirà anche nuovi spazi ed opportunità per lo sviluppo globale.
Il porto di libero scambio di Hainan rappresenta oggi la forma più avanzata di apertura al mondo. Con l'avvio dell'operatività doganale indipendente, i cambiamenti principali riguardano un ulteriore miglioramento del livello di liberalizzazione e facilitazione degli investimenti commerciali, un allargamento della lista di prodotti esenti da dazi, un significativo aumento delle categorie di importazione e una riduzione dei relativi costi, elementi che renderanno Hainan ancora più attraente per gli investitori internazionali.
Per le imprese, misure come "dazi zero, aliquote fiscali basse e sistema fiscale semplificato" si traducono in maggiore ampiezza di benefici e costi di produzione ridotti. Per esempio, le società registrate sull'isola di Hainan che soddisfano determinati requisiti pagheranno solo il 15% di imposta sul reddito fino al 2027. L'elenco delle merci esenti da dazi è passato da 1.900 a 6.600 voci, con una quota che è salita dal 21% al 74% del totale delle voci tariffarie. Inoltre, dopo l'operatività doganale indipendente, i flussi di persone, merci, dati e capitali nel porto di libero scambio di Hainan diventeranno più fluidi, riducendo al minimo le barriere agli affari. Proprio per queste opportunità, gli investimenti esteri si sono già attivamente posizionati a Hainan. I dati mostrano che, nei primi tre trimestri di quest'anno, l'utilizzo effettivo dei capitali esteri a Hainan è aumentato del 42,2% su base annua.
Per i turisti stranieri, l'operatività doganale indipendente di Hainan porterà significativi vantaggi. La combinazione delle politiche duty-free con misure facilitate come l'esenzione dal visto per i cittadini di 86 Paesi sta accelerando la trasformazione di Hainan in un centro internazionale per il consumo e il turismo. Hu Lisha, presidente dell'Associazione Italiana Cinese per l'Industria e il Commercio, ha sottolineato che molte aziende investono a Hainan non solo per il suo posizionamento come regione economica altamente libera e facilitata, ma anche per il rapido sviluppo del mercato cinese, che rappresenta un'opportunità straordinaria per i settori italiani del lusso, della moda e dell'arredamento di alta gamma.
La Quarta sessione plenaria del XX Comitato centrale del PCC ha incluso la "costruzione di un porto di libero scambio di Hainan secondo standard elevati" nelle raccomandazioni per il XV Piano quinquennale. Inoltre, la Conferenza centrale sul lavoro economico ha indicato chiaramente la "promozione solida della costruzione del porto di libero scambio di Hainan" come un compito prioritario per l'apertura al mondo nel 2026.
Situata lungo la via strategica che collega l'Oceano Pacifico e l'Oceano Indiano, Hainan gode di un vantaggio geografico naturale. Con l'operatività doganale indipendente, Hainan potrà svolgere appieno il suo ruolo di hub "radicato a Hainan, con proiezioni nazionali e connessioni in Asia-Pacifico", iniettando nuova vitalità nello sviluppo economico regionale e globale.
È prevedibile che Hainan proseguirà nell'ampliare le aree di apertura, nel migliorare il quadro istituzionale e nel consolidare la sua posizione come nodo essenziale tra il mercato interno e quello internazionale.
In uno scenario globale caratterizzato da crescita economica debole, tendenze protezionistiche e tensioni geopolitiche, l'economia cinese ha proseguito la sua ripresa nel corso di quest'anno, con un Pil totale previsto di circa 140 trilioni di RMB (circa 16.800 miliardi di euro), dimostrando una notevole resilienza. Recentemente, istituzioni internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale hanno rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica per la Cina.
Indipendentemente dalle dinamiche internazionali, la Cina proseguirà nella sua politica di apertura, fatta di promozione ordinata dell'apertura autonoma nel settore dei servizi, ottimizzazione della disposizione delle zone pilota di libero scambio e nuove misure solide per la costruzione della zona di libero scambio di Hainan, tra l’altro. Queste iniziative permetteranno alla Cina di offrire "nuove opportunità di apertura" al mondo. (riproduzione riservata)