Nel 2019 aveva acquisito da Kellogg i biscotti e gli snack. Ora è la volta dei cereali. Continua l'espansione negli Usa di Ferrero, che ieri ha ufficializzato l'acquisizione di WK Kellogg per 23 dollari ad azione in contanti, per un controvalore di 3,1 miliardi di dollari (oltre 2,65 mld di euro). L'acquisizione, che include la produzione, la commercializzazione e la distribuzione del portafoglio di cereali per la colazione di WK Kellogg negli Stati Uniti, in Canada e nei Caraibi, fa parte del piano di crescita strategica di Ferrero con cui il gruppo di Alba punta ad acquisire, investire e far crescere marchi iconici, continuando a migliorare la propria presenza e l'offerta di prodotti in Nord America.
Un'offensiva, quella lanciata negli Usa, iniziata nel 2017, che ha avuto uno dei momenti clou nel 2018, quando Ferrero ha rilevato le attività dolciarie di Nestlé negli Stati Uniti per 2,8 miliardi di dollari, acquisendo la titolarità sul mercato americano dei marchi Crunch, Butterfinger, BabyRuth, 100Grand, Raisinets, Wonka e altri e i relativi stabilimenti di produzione situati a Bloomington, Franklin Park e Itasca, in Illinois.Ferrero e le sue affiliate contano attualmente in Nord America oltre 14.000 dipendenti in 22 stabilimenti e 11 uffici. Il portafoglio nordamericano del gruppo include Nutella, Kinder, Tic Tac e Ferrero Rocher, oltre a marchi come Keebler e Famous Amos, marchi di dolciumi come Jelly Belly, Nerds e Trolli, nonché brand di surgelati come Blue Bunny, Bomb Pop e Halo Top.
«Questa è più di una semplice acquisizione: rappresenta l'unione di due aziende, entrambe con una gloriosa tradizione e generazioni di consumatori fedeli», ha dichiarato Giovanni Ferrero, presidente esecutivo del gruppo italiano. «Negli ultimi anni, Ferrero ha ampliato la sua presenza in Nord America, unendo i nostri marchi più noti in tutto il mondo con gioielli locali radicati negli Stati Uniti». (riproduzione riservata)