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Il telaio della Ferrari elettrica
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Ferrari svela i dettagli della prima auto elettrica. E alza le stime 2025 ma crolla in borsa sul piano 2030: -15,4%

09 ottobre 2025, 10:33 Ultimo aggiornamento: 19:19

Al Capital Markets Day il presidente John Elkann ribadisce l’unicità del Cavallino. Il ceo Vigna: la Ferrari elettrica è un’aggiunta, non una transizione imposta. Maranello svela gli obiettivi finanziari al 2030 (deludendo le attese) e annuncia che il dividend payout sale dal 35% al 40% | Porsche, vendite in calo del 6% nei primi nove mesi: pesa la frenata in Cina (-26%)

Fedeltà ai valori del marchio e alla sua tradizione ma fiducia nel progresso tecnologico e nelle proprie capacità di saperlo guidare e cavalcare, anche nella sfida dell’elettrificazione. Nel quartier generale di Maranello Ferrari apre il suo Capital Markets Day per svelare i nuovi piani e i nuovi obiettivi (anche finanziari) della Casa del Cavallino.

Un evento in cui, oltre ai numeri comunicati, molta attenzione è rivolta alla prima Ferrari completamente elettrica, di cui viene svelato il telaio motorizzato, in attesa del modello definitivo che dovrebbe essere mostrato entro la prossima primavera.

Quattro lanci all’anno, elettrico al 20% del mix

Ferrari prevede quattro nuovi lanci per anno, in media, pianificati fra il 2026 e il 2030 e la Ferrari elettrica sarà un’aggiunta all’offerta dei modelli di gamma. Nel 2030 l’offerta di prodotti sarà per il 40% a motore termico, per il 40% ibrida e per il 20% elettrica. La percentuale di elettrico nel mix viene quindi dimezzata rispetto all'obiettivo del 40% al 2030 che era stato indicato al Capital Markets Day di tre anni fa nel giugno 2022. Maranello promette infatti un «continuo investimento sullo sviluppo delle sports car in linea con il principio della neutralità tecnologica»: in particolare con «la possibilità di combinare in modi diversi motorizzazioni a combustione interna, ibride ed elettriche con varie tipologie di carrozzeria e telaio per realizzare vetture con emozioni di guida uniche».

Il Cavallino dichiara inoltre 90 mila clienti attivi, in crescita del 20% rispetto al 2022 e annuncia l’apertura di nuovi centri Tailor Made, a Tokio e Los Angeles, per avvicinarsi ai suoi clienti.

Ferrari alza le stime sul 2025 ma crolla in borsa

Ferrari ha raggiunto con un anno di anticipo i risultati di profittabilità e in occasione del Cmd la società di Maranello alza le stime sul 2025. A fine anno ora Ferrari si aspetta una crescita dei ricavi netti oltre i 7,1 miliardi di euro (rispetto alla precedente stima che li vedeva superiori ai 7 miliardi. L’adjusted ebitda è ora atteso a oltre 2,72 miliardi (sopra i 2,68 miliardi la precedente guidance) con un margine di almeno il 38,3%, mentre l’adjusted operating profit (adjusted ebit) è ora atteso uguale o superiore ai 2,06 miliardi (dai 2,03 miliardi precedenti) con un margine di almeno il 29%.

Alzata anche la stima di adjusted eps ad almeno 8,8 euro dagli 8,6 precedenti, mentre il free cash flow a livello industriale è atteso superiore agli 1,3 miliardi (superiore a 1,2 miliardi la precedente stima). Dopo aver comunicato le nuove stime 2025 e il nuovo piano al 2030, il titolo in borsa giovedì 9 ha virato però in negativo arrivando a perdere anche il 16%, con il mercato che probabilmente si aspettava previsioni ancora più ottimistiche da parte di Ferrari.

I nuovi target al 2030: margine ebit al 30%

Nel nuovo piano strategico al 2030, il cui annuncio pesa in negativo sul titolo a Piazza Affari perché sono dati inferiori al consenso, Ferrari punta a una crescita sostenuta e a una profittabilità ancora più elevata, anticipando di un anno gli obiettivi fissati nel piano 2022-2026. La società prevede di raggiungere nel 2030 ricavi netti di circa 9 miliardi di euro, con un tasso di crescita annuale del 5%, trainato soprattutto dalle auto sportive e dalle attività collegate, tra cui personalizzazioni, divisione Racing e business Lifestyle. L’aumento dei ricavi sarà sostenuto da un mix di prodotto più ricco e da una gamma in continua evoluzione.

L’utile operativo (ebit) è previsto ad almeno 2,75 miliardi di euro, con un margine non inferiore al 30%, mentre l’ebitda dovrà raggiungere almeno 3,6 miliardi di euro, con un margine del 40%. L’adjusted eps è atteso ad almeno 11,5 euro. Questo miglioramento della redditività sarà accompagnato da una robusta generazione di cassa: Ferrari prevede un free cash flow industriale cumulato di circa 8 miliardi di euro nel periodo 2026-2030, grazie a una maggiore efficienza e a una conversione dell’ebitda in flussi di cassa superiore al 50%.

Il dividend payout salirà dal 35% al 40% dell’utile netto

Per sostenere l’innovazione e la nuova generazione di vetture sportive, il gruppo investirà circa 4,7 miliardi di euro nel periodo, destinati principalmente a ricerca, sviluppo e infrastrutture.

Maranello intende però anche premiare gli azionisti con una remunerazione complessiva di circa 7 miliardi di euro entro la fine del decennio, equamente suddivisa tra dividendi e un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie. Dal 2025 il dividend pay-out salirà al 40% dell’utile netto rettificato, con un dividendo cumulato di circa 3,5 miliardi di euro tra il 2027 e il 2031. Al momento il payout era al 35%.

Citi: approccio del management troppo prudente

La guidance per il 2030 che prevede un ebit rettificato superiore a 2,75 miliardi di euro (con margine superiore al 30%) «è di circa 15% inferiore rispetto al consenso di 3,25 miliardi e margine del 32,3%», evidenziano gli analisti di Citi. Anche l’eps previsto per il 2030 a 11,5 euro «è inferiore anche rispetto alle nostre stime dello scenario di crescita più bassa e secondo noi riflette un approccio prudente da parte del management».

Alla luce di una guidance che «seppur prudente implica una leva operativa limitata nel prossimo ciclo, riteniamo che ci sia un rischio per le stime di consenso sugli utili (eps) e sui multipli nel breve termine», conclude Citi ribadendo il giudizio sell.

Elkann: continuità, impegno e soprattutto unicità

John Elkann, presidente di Ferrari, ha aperto il suo discorso introduttivo richiamando la genesi del marchio: quello «spirito Ferrari», nato da Enzo e alimentato da generazioni di appassionati. E ha ribadito la promessa fatta già nel 2018 e nel 2022: la volontà di affrontare i cambiamenti tecnologici con ambizione e umiltà. Ha sottolineato i numeri che accompagnano questa transizione – 6,5 miliardi investiti in spese in conto capitale dal 2015 a oggi, 883 brevetti depositati – ricordando che Ferrari è un’esperienza che vive su tre anime — Racing, Sports Cars e Lifestyle — e il compito del presente è «custodire e declinare questa unicità anche nell’era della mobilità elettrica».

Elkann ha annunciato anche la nascita della M-Tech Alfredo Ferrari, un polo formativo che sorgerà a Maranello entro il 2029 e che avrà il ruolo di incubatore tecnico per le sfide in arrivo. E il presidente ha poi chiuso sulla Ferrari elettrica: «Quattro motori elettrici indipendenti», ha affermato, con «agilità senza precedenti» e «un’esperienza di guida unica».

Vigna: l’elettrico non è una transizione imposta

«La Ferrari elettrica è un’aggiunta, non una transizione imposta», ha specificato subito il ceo Benedetto Vigna. È una distinzione importante, perché Ferrari «non rinuncia alla motorizzazione termica né all’ibrido», ma punta a «diversificare il proprio portafoglio tecnologico, offrendo opzioni multiple senza tradire la propria identità».

Vigna ha ricordato anche come il sito di Maranello sia stato trasformato negli ultimi due anni con la realizzazione dell’E-Building — un edificio certificato LEED, ed è «un simbolo del connubio fra sostenibilità e ingegneria avanzata». Anche perché Ferrari, come farà anche con la sua prima elettrica, «deve padroneggiare internamente tutte le tecnologie, anche quelle elettriche, per garantire quell’unicità che ha definito il brand per decenni». E la Ferrari elettrica è il frutto di «persone che hanno dato il massimo, quando vedrete questa vettura, vedrete il frutto di un impegno autentico».

Ferrari non è nuova all’elettrificazione

Gianmaria Fulgenzi, chief product development officer, ha svelato il telaio motorizzato — il «cuore tecnologico» della futura Ferrari elettrica ricordando che «Ferrari non è nuova all’elettrificazione: il know-how ibrido è stato costruito a partire dal 2009, con le applicazioni in Formula 1 trasferite sulle vetture stradali. Ma l’elettrico comporta nuovi vincoli (peso, gestione termica, distribuzione delle masse), che impongono una concezione nuova anziché un adattamento di architetture esistenti».

Il team ha infatti scelto un layout più ampio, trocando il compact sportivo per una piattaforma che favorisse – anche con controbilanciamenti – un’ottima dinamica laterale e un centro di massa abbassato.

Il telaio e quattro motori indipendenti

Realizzato per il 70% in alluminio riciclato (6,7 tonnellate di Co2 risparmiate per vettura), il telaio integra la batteria nel pianale con una cura estrema, concentra l’85% del peso fra gli assi e adotta un pezzo cavo monolitico in alluminio per massimizzare leggerezza, rigidità e accessibilità.

Sono quattro i motori indipendenti, progettati internamente, con coppia elevata e peso contenuto. L’asse anteriore è disconnettibile per passare da trazione integrale a posteriore puro.

Batteria progettata e assemblata a Maranello

Gli inverter sono sviluppati internamente, con tecnologia al carburo di silicio (SiC), altamente compatti ed efficienti. I motori anteriori possono arrivare a 30.000 giri/min, quelli posteriori a 25.500 giri/min, ciascuno con potenza fino a 421 CV.

Altro elemento molto importante è la batteria progettata e assemblata a Maranello, opera a 800 V con picco da 1.200 A e una densità energetica di 195 Wh/kg (primo nella categoria). È modulare e sostituibile, con sistema di raffreddamento integrato nel fondo. Il recupero rigenerativo migliora del 70%, con benefici del +20% in città e +5% in autostrada rispetto alle architetture tradizionali.

Il suono come identità: ecco come sarà

Sul fronte acustico, Fulgenzi ha confermato l’attenzione al suono come elemento identitario. Ma non si è voluto imitare un motore termico, bensì «amplificare il suono reale» del powertrain elettrico con sensori ad alta precisione e logica digitale, evocando una «chitarra elettrica» rispetto a quella acustica: silenziosa in marcia tranquilla, coinvolgente in guida sportiva.

Le prestazioni dichiarate della nuova Ferrari elettrica sono di una potenza massima di oltre 1.000 CV, con un’accelerazione 0-100 km/h in 2,5 secondi e una velocità massima di 310 km/h. Il tutto con per un’autonomia che è dichiarata oltre i 530 km. (riproduzione riservata)



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