Ferrari aumenta utili e ricavi nel primo trimestre. Ma il titolo va in rosso per la redditività sotto le attese degli analisti
Ferrari chiude il primo trimestre con un utile netto di 352 milioni (+19%) e ricavi per 1,585 miliardi (+10,9%) con consegne invariate sul 2023 a 3.560 unità. Confermate le stime per l’intero 2024, ma il titolo a Piazza Affari vira in rosso dopo i conti: la redditività è minore delle attese degli analisti. L’ad Vigna: mercato deluso? Siamo maratoneti e non centometristi, e la Cina non è il motore della nostra crescita | Ferrari torna alle origini: ecco la nuova 12Cilindri con lo storico motore V12. Quanto costa e quando arriva
Ferrari chiude i primi tre mesi del 2024 con ricavi per 1,585 miliardi, in crescita del 10,9% rispetto all’anno precedente, e consegne totali pari a 3.560 unità, pressoché invariate rispetto al primo trimestre 2023.
La Rossa ha registrato un adjusted ebitda pari a 605 milioni, +12,7% (con un margine pari al 38,2%) mentre l’adjusted ebit è pari a 442 milioni, in crescita del 14,8% (con un margine del 27,9%).
L’utile netto adjusted sale del 19% a 352 milioni, con un utile per azione adjusted pari a 1,95 euro. La generazione di free cash flow industriale pari a 321 milioni.
Ferrari conferma la guidance per il 2024 ma il titolo cede
Il colosso dell’auto guidato da Benedetto Vigna ha confermato la guidance 2024: ricavi netti sopra 6,4 miliardi di euro, ebit uguale o superiore a 1,77 miliardi con margine uguale o superiore al 27%, utile per azione diluito uguale o superiore a 7,50 euro, ebitda pari o sopra 2,45 miliardi con margine al 38% e free cash flow industriale superiore a 900 milioni di euro.
Dopo la pubblicazione dei conti il titolo però a Piazza Affari nella giornata di martedi 7 ha virato in negativo arrivando a perdere il 6%. A non piacere al mercato sono probabilmente i numeri sulla redditività: Ferrari ha deluso sia sull’ebitda margin, che era previsto dagli analisti al 38,7% e invece è al 38,2%, che sull’ebit margin, previsto al 28,5% e invece al 27,9%.
Vigna: mercato deluso da target? Noi maratoneti non sprinter
«Quella che stiamo facendo come gruppo è una maratona e non sono i cento metri”. Lo ha detto Benedetto Vigna, ad di Ferrari durante una call con la stampa, rispondendo a chi gli faceva notare come il titolo avesse reagito male dopo i conti, forse sulla spinta di attese eccessive sui target da parte degli analisti. «Penso che sia importante fare ciò che si promette di fare», ha proseguito, spiegando che «il mercato dà sempre lezioni da cui imparare, ma la realtà è che anche questa volta abbiamo fatto quello che abbiamo promesso e continuiamo ad avere la stessa confidenza di prima». L’ad di Ferrari ha aggiunto che «le cose stanno andando molto bene sia sul versante sport car che sul versante lifestyle e noi preferiamo evitare di fare fuochi di artificio nel breve o alzare target promettendo magari qualcosa che poi non possiamo mantenere».
Le consegne globali si attestano a 3.560 veicoli
Nel primo trimestre del 2024 le vetture consegnate si sono attestate a 3.560 unità, pressoché invariate rispetto all’anno precedente. Le consegne del trimestre hanno rispecchiato le scelte di allocazione geografica operate da Ferrari, di conseguenza la regione Emea (Europa-Medio Oriente-Africa) ha registrato un aumento di 39 unità, le Americhe hanno riportato un incremento di 35 unità, la Cina Continentale, Hong Kong e Taiwan hanno registrato una diminuzione di 79 unità e la regione Resto dell’Apac è rimasta pressoché invariata.
Purosangue e Roma Spider in testa alla vendite dei modelli
Le consegne nel trimestre sono state trainate dalla famiglia 296, dalla Purosangue e dalla Roma Spider, in fase di accelerazione delle consegne. Le allocazioni della Daytona SP3 sono aumentate nel trimestre, in linea con i piani. La 812 GTS e la SF90 Stradale si sono avvicinate alla fine del ciclo vita, mentre la Portofino M è giunta a fine produzione.
Nella gamma prodotti del trimestre sono compresi nove modelli con motore a combustione interna (Ice) e quattro modelli a motore ibrido, che hanno rappresentato rispettivamente il 54% e il 46% delle consegne totali.
Vigna: Cina importante ma non è il motore della nostra crescita
«Il portafoglio ordini in tutti gli Stati copre fino al 2026, mentre in Cina arriva fino alla seconda metà del 2025, al terzo trimestre incluso», ha detto Vigna in call con la stampa. «In Cina c’è un affievolimento della domanda», ha aggiunto, «ma ad esempio a Taiwan il business sta crescendo bene: la Cina per noi è sicuramente un mercato che va curato con attenzione, ma non è mai stata il motore della crescita». L’ad di Ferrari ha spiegato che «la Cina è un mercato giovane e che deve capire il nostro brand: va bene tenerla a una quota del 10% con circa 1.000 auto vendute ogni anno». (riproduzione riservata)
Articolo in aggiornamento
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