La Cina negli ultimi tre anni ha sorpassato l'Europa e si avvicina agli Stati Uniti in un indicatore chiave dell'attività di ricerca e sviluppo nel settore farmaceutico: gli investimenti nelle nuove entità molecolari (Nmes). Questo raccontano i dati che MF-Milano Finanza ha potuto visionare in anteprima e che saranno presentati giovedì 18 settembre all’evento “Il rilancio della competitività europea attraverso il settore farmaceutico” organizzato da Connact in collaborazione con il Parlamento Europeo.
I dati di Efpia (European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations) raccontano che gli investimenti in ricerca e sviluppo in Ue hanno toccato quota 47 miliardi di euro, contro i 71,4 miliardi degli Usa e i quasi 15 miliardi della Cina. Analizzando la crescita però della spesa delle tre aree geografiche in R&D sul lungo periodo (1990-2020) si registra una crescita di oltre 10 volte per gli Usa e 5 volte per l'Europa. Per la Cina, invece, si tratta di un incremento di 6 volte, solo dal 2010 al 2020.
Il Competitiveness Compass presentato dalla Commissione Ue ha riconosciuto al settore farmaceutico un ruolo di primo piano nel rilancio della competitività europea, sia per effetto diretto del comparto che per quello indiretto dei riflessi che la tutela della salute e del benessere dei cittadini hanno sul sistema produttivo. Pur se sono cresciuti negli ultimi anni gli investimenti in R&D delle aziende europee, in Usa e Cina si scoprono ancora più molecole. Un conteggio complessivo delle nuove entità molecolari attribuibili agli Usa (187), Europa (91) e Cina (75) nel periodo 2018-2023. (riproduzione riservata)