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Btp contro Oat, perché l’Italia può battere la Francia nel 2027
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Btp contro Oat, perché l’Italia può battere la Francia nel 2027

04 settembre 2026, 20:00

Le elezioni francesi del 2027 e il rischio di un peggioramento dei conti pubblici possono aumentare la pressione su Parigi. Per l’Italia promozione di S&P in arrivo?

Le elezioni presidenziali francesi nell’aprile 2027 rappresentano un potenziale ulteriore fattore di volatilità per i mercati, più del voto in Italia. «Potrebbero aumentare le preoccupazioni degli investitori sulla sostenibilità della traiettoria fiscale francese, determinando così un ampliamento degli spread francesi non solo rispetto ai titoli di Stato italiani, ma anche rispetto agli altri titoli sovrani europei», prevede Johnn Taylor, head of european fixed income di AllianceBernstein. Uno a zero per Roma.

Spread a 60 con Italia fuori dalla procedura per disavanzo eccessivo

Un altro punto a favore della penisola è l’uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo. La Commissione Europea a giugno ha riconosciuto che sono state adottate misure efficaci e ha sospeso ulteriori azioni correttive, ma la procedura non è ancora formalmente chiusa.

«Se avvenisse nei prossimi trimestri sarebbe certamente un segnale positivo e lo spread potrebbe scendere al minimo degli ultimi anni, intorno a 60 punti base rispetto agli 80 attuali, anche se non rappresenterebbe un vero e proprio game changer per i mercati. Infatti», spiega Vittorio Fumagalli, senior portfolio manager di Decalia sim, «il miglioramento della percezione del rischio-Italia è già avvenuto attraverso la riduzione del deficit, i miglioramenti dei rating sovrani registrati tra 2025 e 2026, la stabilizzazione del quadro politico e la forte domanda domestica ma soprattutto internazionale dei Btp: a oggi la percentuale di debito italiano in mani straniere è attorno al 40% (era circa il 25% nel 2022, ndr)».

Aldilà della chiusura formale della procedura di infrazione, per mantenere al riparo i costi delle emissioni da un'eccessiva pressione dei mercati, sostiene Filippo Mormando, strategist del debito sovrano europeo di Bbva, è necessario mantenere la prospettiva di un ragionevole percorso di aggiustamento fiscale e controllo della dinamica dell'indebitamento anche per i prossimi anni, potendo contare sul fatto che negli ultimi due anni, sotto procedura, tale aggiustamento è risultato anche più veloce/marcato di quanto inizialmente previsto (ad esempio, il deficit 2025 è stato del 3,07% del pil, nel piano fiscale del 2024 era proiettato al 3,3%).

Il terzo assist all’Italia può arrivare dalle agenzie di rating. Moody’s su Roma ha un rating Baa2 (equivalente al BBB+ di S&P e Fitch) con outlook stabile come Fitch, la prima a pronunciarsi sull’Italia (11 settembre), invece quello di S&P è positivo. «Non ci aspettiamo grossi cambiamenti, soprattutto a livello di rating, nessun upgrade dell’Italia entro fine anno. Potrebbe farlo S&P nel 2027, alzando il rating ad A e Moody’s e Fitch potrebbero portare l’outlook a positivo», suggerisce Francesco Spadaccia, senior portfolio manager di Ubs Am.

Nuova promozione in vista?

Più complessa la situazione della Francia. Fitch ha confermato il rating A+ con un outlook stabile, S&P A+ (stabile) e Moody’s Aa3 (AA- nella scala S&P/Fitch) ma ha un outlook negativo, «quindi c’è il rischio che, a causa del deficit pubblico elevato al 5,1% del pil, perda la doppia A, ma è già prezzato dallo spread Oat/Bund che resta più elevato del differenziale Italia/Germania». Mormando si aspetta che Moody's agisca negativamente sul rating francese già il 23 ottobre, una direzione che potrebbe anche continuare nel 2027. Mentre S&P potrebbe aspettare, appunto, il 2027 per promuovere l’Italia dopo la decisione di migliorare l’outlook a positivo a gennaio. (riproduzione riservata)



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