Mantenere alti il prestigio e la reputazione della Banca d'Italia. Nel suo primo atto da governatore, Fabio Panetta scrive un'email ai dipendenti di Via Nazionale con cui raccoglie idealmente il testimone dal suo predecessore. Il 31 ottobre scorso, nel suo ultimo giorno del suo secondo mandato, il governatore uscente Ignazio Visco ha salutato i dipendenti di palazzo Koch mettendo in evidenza di lasciare, dopo 12 anni, «una Banca d'Italia autorevole, indipendente, profondamente rinnovata eppure ancora sempre aperta al rinnovamento». Nel suo saluto, Panetta ha messo in evidenza come «all'atto di occupare la posizione che è stata di uomini illustri sono preso da sentimenti diversi: l'ambizione di essere all'altezza dei miei predecessori, il desiderio di mantenere alti il prestigio e la reputazione della Banca d'Italia, la sfida di riuscire in questi intenti».
«Gli impegni che ci attendono sono molti e onerosi. Le aspettative sui risultati del nostro lavoro sono come sempre assai elevate», ha continuato Panetta spiegando che «mi incoraggia la consapevolezza di poter contare sulla dedizione, l'attitudine a servire l'interesse pubblico e la elevata professionalità di tutto il personale».
«Sarebbe ingenuo pensare che la nomina del governatore possa essere sufficiente, da sola, a conservare la credibilità che la Banca d'Italia ha acquisito in 130 anni di storia sia in Italia, sia all'estero. Faccio perciò appello alla competenza e al senso di responsabilità del Direttorio, dei colleghi dell'amministrazione centrale, degli addetti alle nostre sedi territoriali e alla rete estera. Continuare ad applicare il metodo di lavoro che ci è consueto - basato sul confronto delle idee, sul rigore delle analisi, sull'imparzialità e sulla trasparenza delle decisioni - contribuirà all'orgoglio di appartenere al nostro Istituto e all'efficacia della nostra azione».
«Ma continuità non vuol dire conservazione», ha precisato il neo governatore aggiungendo che «dovremo aprirci pienamente al cambiamento e all'innovazione, come è avvenuto in passato nei momenti importanti della storia della Banca d'Italia».
«Da tutti i governatori con cui ho interagito ho tratto insegnamenti. Insegnamenti che cercherò di mettere a frutto nell'impegno che ci attende per una Banca d'Italia moderna, efficiente e inclusiva, al servizio dell'Italia e dell'Europa», ha continuato. Panetta ha poi rivolto «un pensiero grato e affettuoso a Ignazio Visco, al quale mi lega una consuetudine di lavoro che è divenuta nel tempo un rapporto di fiducia e di amicizia». (riproduzione riservata)