Le banche devono essere attente ai rischi legati a liquidità, credito e bigtech. Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, ha evidenziato questi punti ieri a Milano di fronte ai banchieri del comitato esecutivo dell’Abi. Sulla politica monetaria ha sottolineato che «la disinflazione è in atto, è forte e proseguirà». Panetta però, a differenza di quanto stanno facendo alcuni banchieri centrali, ha evitato di fare previsioni sulla tempistica del taglio dei tassi. «Sarebbe inappropriato e istituzionalmente non corretto», ha detto.
La Bce ha dichiarato in più occasioni di essere «dipendente dai dati», ma questo impegno continua a essere smentito da alcuni banchieri centrali che indicano i tempi delle mosse future senza conoscere l’evoluzione economica dei prossimi mesi. Ieri anche la presidente Bce Christine Lagarde ha parlato di un possibile taglio in estate. Le previsioni peraltro sono ancora più difficili in questa fase: l’incertezza è in aumento a causa delle vicende nel Mar Rosso che potrebbero avere un effetto al rialzo o al ribasso sull’inflazione. Il rischio per la Bce, come già in passato, è quello di legarsi le mani in anticipo in uno scenario in evoluzione. Sulla crisi in Medio Oriente Panetta ha detto che «al momento non vediamo un impatto ma non si può escludere».
Quanto alle banche italiane, Panetta ha rilevato che nel complesso hanno una redditività elevata e coefficienti patrimoniali in linea con i migliori gruppi europei. Anche i «famigerati npl sono bassi», ha evidenziato il governatore ricordando il «corpo a corpo» in Europa di dieci anni fa. Ma i rischi si formano proprio quando la situazione è positiva, ha detto Panetta. In tal senso il governatore ha menzionato innanzitutto il tema della liquidità, destinata a diminuire a causa della riduzione del bilancio Bce. Le banche falliscono sempre per la liquidità, anche quando non è quello il problema primario, ha rilevato. Bankitalia sta monitorando i piani di finanziamento degli istituti. Panetta ha osservato che tutte le banche confidano di raccogliere più depositi. Ma questa strategia non può funzionare per tutti, dato che i depositi totali non aumenteranno. Perciò, ha avvertito il governatore, serviranno programmi di approvvigionamento della liquidità «realistici» a breve e lungo termine. Inoltre, ha osservato, tornerà la concorrenza tra banche sulla raccolta e i costi di finanziamento aumenteranno.
Inoltre Panetta, accompagnato ieri all’Abi dal capo della Vigilanza di Bankitalia Giuseppe Siani, ha evidenziato «qualche segno di tensione» sulla qualità del credito. In tal senso avrebbe rilievo soprattutto la persistenza della debolezza economica. Il mercato secondario degli npl «non è progredito tanto» e per il governatore è un ambito su cui «sarà necessario lavorare». Infine Panetta ha evidenziato la «rivoluzione» nei pagamenti e i rischi dovuti alla disponibilità di dati delle bigtech e alla loro capacità di limitare agli utenti l’offerta di prodotti. Finora, ha aggiunto il governatore, non ci sono stati sviluppi rilevanti per i limiti fissati dalla regolamentazione ma lo scenario potrebbe cambiare. Quanto all’economia, Panetta ha evidenziato il rallentamento in Italia e Europa a causa della restrizione monetaria. Bankitalia vede una crescita del pil italiano dello 0,6-0,7% nel 2023, sotto l’1% nel 2024 e attorno all’1% nel 2025, mentre l’inflazione è «sotto controllo».
Ieri intanto Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo Bce, ha detto a Francoforte che i rischi cyber hanno un costo stimato di 200 miliardi di dollari a livello globale. Sul tema Cipollone ha ricordato la recente violazione dei social media della Sec, capace di influenzare i mercati, e ha evidenziato che i rischi principali per il settore finanziario arrivano da attacchi ransomware e mancati controlli su servizi in outsourcing. Il comparto deve anche rispondere ai pericoli connessi a intelligenza artificiale e calcolo quantistico. La Bce farà quest’anno uno stress test sui rischi cyber delle banche. (riproduzione riservata)