Turismo, commercio e servizi fanno di Rimini un'economia dinamica, ma anche caratterizzata da una marcata stagionalità. Una peculiarità che si riflette sulle esigenze finanziarie di imprese e famiglie e richiede al sistema bancario capacità di adattamento, rapidità e conoscenza del territorio. In questo scenario convivono modelli diversi, dai grandi gruppi sempre più orientati verso servizi digitali e consulenza agli istituti locali che mantengono un rapporto più tradizionale con la clientela. A raccontare come sta evolvendo il credito nella provincia è il segretario provinciale organizzativo della Fabi di Rimini, Giorgio Urbinati.
Domanda. Rimini ha un'economia fortemente legata al turismo e caratterizzata da una marcata stagionalità. Come incide questa peculiarità sul rapporto tra banche, imprese e territorio?
Risposta. La stagionalità rende particolarmente importante la capacità delle banche di conoscere il territorio e di rispondere alle esigenze di imprese e famiglie in momenti diversi dell'anno. Turismo, commercio e servizi hanno necessità che cambiano rapidamente e richiedono un sistema bancario capace di accompagnarle. In questo contesto il rapporto diretto con la clientela continua ad avere un valore importante, perché conoscere le caratteristiche dell'economia locale consente di offrire risposte più adeguate e di sostenere concretamente l'attività delle imprese.
D. Sul territorio convivono grandi gruppi nazionali e istituti fortemente radicati a livello locale. Cambia il modo di rispondere alle esigenze della clientela?
R. Assistiamo a scelte organizzative differenti. I grandi gruppi bancari nazionali hanno puntato con decisione sulla digitalizzazione, sulla riduzione dell'operatività di cassa e su un modello sempre più orientato alla consulenza. Gli istituti a maggiore vocazione territoriale continuano invece a mantenere una presenza più diffusa e un rapporto più tradizionale con le piccole e medie imprese e con i risparmiatori. In alcuni centri della provincia vengono sperimentate anche formule più flessibili, con aperture modulate e servizi organizzati in modo diverso. Sono modelli che possono convivere, purché l'evoluzione dell'offerta non riduca la capacità di rispondere alle diverse esigenze della clientela.
D. I nuovi modelli di filiale stanno cambiando anche il lavoro dei bancari. Che cosa osservate nella provincia?
R. Negli ultimi anni anche nel Riminese le riorganizzazioni hanno modificato profondamente il lavoro nelle filiali. La diffusione dei modelli cashless e la concentrazione degli organici non significano una riduzione dell'attività, anzi cambiano piuttosto la natura e la distribuzione del lavoro. I bancari sono sempre più impegnati nella consulenza, nell'assistenza alla clientela e nel supporto a commercianti e persone meno abituate all'utilizzo dei canali digitali, oltre che nella gestione delle apparecchiature automatiche. Per questo ogni riorganizzazione deve tenere conto dei carichi di lavoro e delle professionalità necessarie per garantire un servizio di qualità.
D. In questo nuovo modello organizzativo quali sono gli aspetti che richiedono maggiore attenzione sul fronte del lavoro?
R. L'innovazione tecnologica e l'introduzione dell'intelligenza artificiale rappresentano un passaggio importante per il settore, ma devono essere governate senza comprimere la qualità del lavoro. Uno dei temi più delicati resta quello delle sollecitazioni commerciali legate al collocamento dei prodotti finanziari e assicurativi. Gli obiettivi aziendali non possono tradursi in pressioni che incidono sulla serenità dei lavoratori o alterare il rapporto con la clientela. Innovazione, risultati e produttività devono procedere insieme alla tutela delle persone, alla sicurezza dei processi e al rispetto dell'etica professionale.
D. Guardando ai prossimi anni, quale equilibrio dovrà trovare il sistema bancario riminese?
R. Dovrà riuscire a innovare mantenendo la capacità di interpretare un'economia con caratteristiche molto specifiche come quella riminese. Digitalizzazione e intelligenza artificiale possono migliorare i servizi e rendere più efficienti molti processi, ma il loro valore dipenderà da come saranno utilizzate e dalla capacità di accompagnarle con competenze adeguate. In un territorio fortemente legato al turismo, al commercio e ai servizi servono banche capaci di adattarsi rapidamente alle esigenze dell'economia senza perdere la qualità della relazione con imprese e famiglie. La sfida sarà proprio questa: utilizzare l'innovazione per rafforzare, e non indebolire, il rapporto tra banca, lavoro e territorio. (riproduzione riservata)