A settembre l’export torna a crescere sia rispetto ad agosto sia rispetto a settembre 2024. A influire sulla svolta, il boom delle esportazioni verso gli Stati Uniti che sembra fugare i timori generati dai dazi, fatta eccezione per l’agroalimentare made in Italy che, segnalano dalla Cia, ha archiviato il quarto calo consecutivo delle commesse verso gli Usa, con un calo a settembre dell’11%.
«Sono molto soddisfatto dei dati sull’export di settembre perché confermano la bontà dell’azione del governo» dice il ministro degli esteri Antonio Tajani. «Il Governo una strategia per rinforzare l’export dei Paesi extra Ue e i dati ci confermano che attraverso questa strategia siamo riusciti ad ottenere dei buoni risultati - aggiunge - L’export per il governo rappresenta un po’ meno del 40% del Pil abbiamo l’obiettivo di arrivare a fine legislatura (2027 ndr) a 700 miliardi di esportazioni partendo dai 623,5 miliardi di quest’anno passato, quindi continuiamo a lavorare» ha aggiunto il ministro.
Nel dettaglio, l’Istat stima una crescita congiunturale delle esportazioni dell’Italia verso il mondo del 2,6% riguadagnando in larga parte il -2,7% di agosto. Ma è su base annua che l’export segna lo sprint maggiore con un aumento del 10,5% in termini monetari e del 7,9% in volume, dopo i cali di 1,1% in termini monetari e 2,8% in volume di agosto. La crescita tendenziale dell’export riguarda entrambe le aree, Ue (+10,2%) ed extra Ue (+10,9%). L’impennata più significativa si registra proprio nell’export verso gli Usa dopo i timori suscitati dall'entrata in vigore dei dazi decisi dall’Amministrazione Usa. Secondo le stime dell’Istat, nel mese di settembre le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno registrato un’impennata del 34,7% su base annua, recuperando e superando ampiamente il pesante tonfo di agosto del 21,1%, ridando fiducia al sistema paese.
Tra i settori che più contribuiscono alla crescita tendenziale dell’export si segnalano: articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+39,4%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+19%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+29,6%), macchinari e apparecchi non classificati altrove (n.c.a) (+7,1%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,9%). Si riduce su base annua soltanto l’export di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti n.c.a (-7,5%) e sostanze e prodotti chimici (-1,5%). (riproduzione riservata)