Exor chiude il 2024 con una crescita del 9% del Nav per azione, meno dell’indice Msci World (+24,8%, ovvero 15,8 punti percentuali in meno) e annuncia un importante programma di buyback da 1 miliardo di euro, al quale aderirà innanzitutto l’azionista di riferimento, la holding olandese Giovanni Agnelli Bv che consegnerà azioni pari a 570 milioni.
Il Nav della holding ha raggiunto i 38,2 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 35,4 miliardi del 2023, con Ferrari aumentata di 4,7 miliardi e Stellantis che invece è diminuita di 3,8 miliardi.
Exor avvierà un’offerta pubblica di acquisto (reverse Dutch auction Tender Offer) il 27 marzo 2025 per riacquistare azioni ordinarie fino a 1 miliardo di euro, con un premio fino al 10%. «L’offerta pubblica di acquisto ci consentirà di acquisire azioni in un breve periodo di tempo in modo efficace ed efficiente», afferma Exor. Qualsiasi importo residuo non coperto dall’opa sarà gestito tramite acquisti sul mercato Euronext Amsterdam.
L'azionista di controllo, Giovanni Agnelli B.V., ha garantito un impegno irrevocabile per partecipare con 570 milioni di euro, riducendo così la propria posizione debitoria netta. «Dopo il regolamento dell’offerta, avvieremo il processo di cancellazione delle azioni riacquistate», aggiunge la società.
Il consiglio di amministrazione ha proposto un dividendo ordinario di 0,49 euro per azione, pari a circa 100 milioni complessivi, in crescita rispetto ai 0,46 euro del 2024. Il pagamento sarà effettuato il 28 maggio 2025, subordinato all’approvazione dell’assemblea generale degli azionisti.
Exor ha registrato un forte flusso di cassa grazie ai dividendi ricevuti dalle sue società partecipate e alle dismissioni di asset, per un totale di 1,5 miliardi di euro nel 2024. L'azienda ha aumentato la propria esposizione nel settore Healthcare, con nuovi investimenti in Philips e bioMérieux.
Al 31 dicembre 2024, il valore totale degli attivi (Gav) è pari a 42,46 miliardi di euro, con un incremento di 2,7 miliardi nel periodo. La crescita è stata guidata dalla performance positiva delle società quotate (+1,48 miliardi), nuovi investimenti per 636 milioni e la riclassificazione di Clarivate come società quotata (+432 milioni). Anche gli investimenti in fondi Lingotto e Ventures hanno visto un adeguamento positivo del fair value (+570 milioni).
Il debito netto di Exor al 31 dicembre 2024 si attesta a 3,94 miliardi di euro, con un rapporto Loan-to-Value (Ltv) del 9,6%, in miglioramento rispetto al 10,1% di inizio anno. Il debito lordo, composto principalmente da obbligazioni, ha una durata media di 5,8 anni. (riproduzione riservata)