Lo scontro tra sindacati e governo sul futuro dell’ex Ilva arriva al punto di rottura. Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato per il 16 ottobre lo sciopero generale di tutti gli stabilimenti di Acciaierie d’Italia, denunciando «il silenzio inaccettabile di Palazzo Chigi» sulle dieci offerte di acquisizione del polo siderurgico.
Il 27 settembre 2025, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia hanno comunicato che «entro il termine fissato alla mezzanotte di venerdì 26 settembre, sono pervenute dieci offerte per l’acquisizione degli stabilimenti ex Ilva». Ma, a dieci giorni di distanza, da Palazzo Chigi non è arrivata alcuna convocazione dei sindacati, nonostante le ripetute richieste.
«Riteniamo inaccettabile il silenzio di Palazzo Chigi che, a fronte della richiesta di incontro più volte reiterata degli scriventi, non convochi ancora un tavolo sulla chiusura del bando e le offerte pervenute», si legge nella nota firmata dai segretari generali di Fim Fiom Uilm, Ferdinando Uliano, Michele De Palma e Rocco Palombella.
I sindacati condannano « fermamente l’aver appreso a mezzo stampa dei contenuti delle offerte presentate per l’acquisto dell’ex Ilva, e in particolare quella di Bedrock Industries, che prevederebbe solo 2000 unità occupate su Taranto e poco più di 1000 negli altri siti. Non ultimo», proseguono, «lo strappo avvenuto sulla gestione della cigs dove le scelte unilaterali del governo hanno di fatto interrotto le relazioni avute fino a oggi».
Per questi motivi i segretari generali hanno indetto una campagna di assemblee nei siti del gruppo, che culmineranno con una mobilitazione e lo sciopero di tutti gli stabilimenti per il prossimo 16 ottobre. I sindacati chiedono che lo Stato torni a essere protagonista della governance: «È il momento di scelte chiare: il governo assuma la guida della ex Ilva con un forte intervento pubblico che guidi la transizione e il rilancio di un’azienda ormai al collasso». (riproduzione riservata)