Il governo di Giorgia Meloni stanzia nuovi fondi per Acciaierie d’Italia. In una settimana complessa per il polo siderurgico – scandita dalle tensioni tra sindacati ed esecutivo e da nuovi scioperi su tutto il suolo nazionale – il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto-legge che introduce misure urgenti per assicurare la prosecuzione delle attività produttive degli stabilimenti ex Ilva, tutelare i lavoratori e riconoscere indennizzi al territorio.
Tra le novità, il decreto autorizza Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria a utilizzare i 108 milioni residui del finanziamento ponte – risorse indispensabili per garantire la continuità degli impianti – fino a febbraio 2026, data in cui è attesa la conclusione della procedura di gara per l’individuazione dell’aggiudicatario.
I restanti 92 milioni del finanziamento sono già stati destinati agli interventi essenziali sugli altoforni, alle manutenzioni ordinarie e straordinarie, agli investimenti ambientali connessi alla nuova Aia e al Piano di Ripartenza.
Sul fronte dei lavoratori, il decreto stanzia ulteriori 20 milioni per il biennio 2025-2026, consentendo allo Stato di farsi carico dell’integrazione fino al 75% del trattamento di Cigs, finora sostenuta direttamente dalla società.
Il provvedimento interviene inoltre sul Fondo per gli indennizzi ai proprietari di immobili del quartiere Tamburi, permettendo che le somme residue del 2025 possano essere utilizzate per integrare gli indennizzi parziali riferiti alle domande presentate l’anno precedente. Infine, viene riconosciuto al gruppo in amministrazione straordinaria un indennizzo relativo ai contributi per le imprese a forte consumo di energia, in particolare per gli sconti sulle forniture energetiche e per le quote Ets.
Intanto, il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato due nuovi tavoli per venerdì 28 novembre. Entrambi si svolgeranno a Palazzo Piacentini ma con interlocutori diversi: prima i rappresentanti dei lavoratori degli stabilimenti del Nord Italia dell’ex Ilva (i siti di Genova-Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi) e le istituzioni dei territori.
Poi sarà la volta delle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali dell’ex Ilva, con i rappresentanti delle Regioni Puglia, Liguria e Piemonte e gli Enti locali nei cui territori hanno sede gli stabilimenti del gruppo. Saranno inoltre presenti il ministro del Lavoro, Marina Calderone, e i rappresentanti degli altri dicasteri competenti.
Le parti sociali, però, hanno ribadito in una nota che «la ripresa del confronto sull’ex Ilva dovrà avvenire esclusivamente a Palazzo Chigi» alla presenza della premier Meloni e «con il ritiro del piano presentato da parte del governo». (riproduzione riservata)