Il piano su Acciaierie d’Italia non è un «piano di chiusura» ma, per il governo Meloni e i commissari straordinari, è l’unica soluzione per garantire la manutenzione - e il conseguente funzionamento - degli impianti e consegnare al futuro acquirente un polo siderurgico competitivo. C’è però una strada che eviterebbe la cassa integrazione per 1.550 dipendenti dell’ex Ilva (oltre ai 4.550 attualmente in cig) e che farebbe lievitare, tra gennaio e febbraio, il numero di lavoratori coinvolti a quota 6 mila.
Durante il secondo round del tavolo tra sindacati e governo svoltosi martedì 18 novembre a Palazzo Chigi, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia non hanno ritirato il piano come chiesto dalle parti sociali ma hanno avanzato una proposta per alleviare la cassa integrazione: un piano di formazione dei 1.550 lavoratori che verranno coinvolti dalla diminuzione dei fabbisogni di personale per dar luogo alle manutenzioni entro il 28 febbraio 2026. Non più dunque cassa integrazione ma 60 giorni di formazione per un totale di 93 mila ore.
Una proposta definita «inaccettabile» dai sindacati che, al termine del vertice, hanno annunciato uno sciopero di 24 ore per la giornata di mercoledì 19. «Abbiamo chiesto alla presidenza del Consiglio di ritirare il piano e di far intervenire direttamente la premier ma ci hanno risposto di no e noi abbiamo deciso di dichiarare sciopero», ha spiegato Michele Del Palma, segretario generale Fiom-Cgil, lasciando Palazzo Chigi. «È un disastro, i nostri dubbi sono diventati certezze», ha aggiunto il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella.
Tra i dubbi rimasti c’è l’identità dei player «segreti» che si stanno interfacciando con l’esecutivo e il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza prosegue il negoziato con i fondi americani: domani i commissari straordinari avranno un nuovo incontro con Bedrock mentre la settimana successiva Flacks che farà un sopralluogo dell’azienda.
Intanto, oltre al terzo operatore extra-Ue (che ha già firmato l’accordo di riservatezza) è spuntato un quarto player interessato. I rappresentati del governo hanno confermato ieri che in questi giorni si è fatto avanti un quarto soggetto industriale, anch’esso con sede extra Ue. Non sembra fermarsi, comunque, l’interesse da parte di operatori italiani. Anche se la rottura tra parti sociali e governo potrebbe avere un peso nelle trattative. (riproduzione riservata)