Il pil dell’Eurozona è rimasto fermo nel quarto trimestre del 2023, dopo il -0,1% del terzo. Il dato è stato lievemente migliore delle attese degli economisti (-0,1%). Così la recessione tecnica è stata evitata per un soffio. L’economia europea è però ferma da oltre un anno, con variazioni trimestrali attorno allo zero.
La presidente della Bce, Christine Lagarde, aveva previsto una stagnazione nell’Eurozona al termine del consiglio direttivo del 25 gennaio. L’ultimo dato Eurostat relativo al quarto trimestre è comunque inferiore al +0,1% stimato nelle proiezioni Bce di dicembre. La trasmissione della politica monetaria raggiungerà il livello massimo nei prossimi mesi, un fattore che peserà ulteriormente sul pil. Secondo le attese di mercato, la Bce ridurrà i tassi ad aprile e farà altri cinque tagli quest’anno.
«I dettagli finora forniti indicano una domanda interna debole e in rallentamento, in particolare per quanto riguarda gli investimenti», ha rilevato Barclays. Le prospettive di crescita dell’Eurozona sono fosche anche per l’anno prossimo. La maggior parte degli economisti ritiene che il pil resterà fermo o crescerà molto poco anche nel primo trimestre del 2024.
La Bce si attende una ripresa quest’anno legata al calo dell’inflazione e alla ripresa del potere d’acquisto dei consumatori. La tempistica e l’entità del taglio dei tassi saranno determinati anche dalle proiezioni macro Bce di marzo e dai prossimi dati sui salari e sull’inflazione (giovedì saranno noti i valori di gennaio per l’Eurozona).
La Germania è il Paese più in difficoltà (-0,3% nel quarto trimestre, dopo la stagnazione nel terzo) a causa del calo degli investimenti nelle costruzioni e nei macchinari. Il pil della Francia è stabile da due trimestri. L’Italia ha mostrato una crescita lieve (+0,2% nel quarto trimestre, + 0,1% nel terzo).
Per l’Italia «potrebbe esserci stato un contributo significativo da parte del settore delle costruzioni», ha osservato Fabio Balboni, economista di Hsbc, che ha evidenziato l’impatto del Superbonus. «Le imprese di costruzione hanno cercato disperatamente di accelerare i lavori per beneficiare della massima esenzione fiscale e nel trimestre sono stati completati lavori per ben 20 miliardi di euro, pari all’1% del pil». Per Hsbc «c’è quindi il rischio che ciò che l’Italia ha ottenuto nel quarto trimestre 2023 in termini di crescita aggiuntiva, possa essere sottratto nei prossimi trimestri». Tra i maggiori Paesi va meglio della media anche la Spagna (+0,6% nel quarto trimestre, dopo il +0,4% nel terzo).
Nell’intero 2023 l’Eurozona è cresciuta dello 0,5%. L’Italia è stata lievemente sopra la media a +0,7%. L’area euro nel complesso continua a crescere meno di Usa (2,5% l’anno scorso) e Cina (5,2%). Si è così allargato ulteriormente il divario di reddito rispetto agli Stati Uniti. La Fed ha ora meno pressione sui tagli dei tassi rispetto alla Bce.
La fiducia sull’economia nell’Eurozona, secondo l’indice della Commissione Europea, è scesa ancora a gennaio, seppur di poco (a 96,2, da 96,3 di dicembre). Ma l’indice è peggiorato soprattutto in Germania (dove è arrivato a 89,8), mentre è migliorato in Francia (98), Italia (100,8) e Spagna (102,6).
Il presidente della Bundesbank Joachim Nagel ha detto che la Germania ha passato «un brutto anno» e che nel 2024 la crescita dovrebbe essere attorno allo 0,5%. Nagel ha aggiunto che l’inflazione europea «sta andando nella giusta direzione» ma che servono «più dati» prima di un taglio dei tassi della Bce.
La debolezza tedesca sta spingendo sempre più persone in Germania a ipotizzare una revisione del «freno del debito» che impone al governo di non avere un deficit strutturale superiore allo 0,35% del pil. Il consiglio tedesco degli esperti economici ieri ha proposto meccanismi per rendere più flessibile il vincolo. Ma i liberali del ministro delle Finanze Christian Lindner e la Cdu difendono il freno del debito e rendono difficili modifiche alla norma costituzionale.
Intanto la Bce ha detto di essere pronta a modifiche negli strumenti di politica monetaria per favorire un’economia più verde. (riproduzione riservata)