Il Ftse Mib chiude a 33.675 punti, in calo dello 0,28%. A Piazza Affari la migliore blue chip è Leonardo che guadagna il 3,6%, sostenuta dall’inasprirsi delle tensioni in Medio Oriente con l’attacco missilistico dell’Iran a Israele. Seguono Amplifon (+2%) ed Eni (+1,6%). In coda al paniere finiscono Iveco (-2,7%) e Pirelli (-2,4%), all’indomani dell’uscita di Brembo dal capitale. In calo anche Recordati (-2,3%). Spread Btp/Bund fermo a 133 punti base.
«Lo scenario peggiore per i mercati è quello di una significativa escalation nel conflitto (in Medio Oriente) con la possibile decisione da parte di Israele di attaccare target strategici per l'economia iraniana o strutture del settore petrolifero», osserva Filippo Diodovich, senior market strategist di Ig Italia. «Nello scenario peggiore i prezzi del petrolio - oggi sui massimi delle ultime quattro settimane - potrebbero salire alle stelle e complicare notevolmente gli scenari macroeconomici anche per le banche centrali globali, in un momento in cui gli istituti centrali si stanno dirigendo verso una modalità di allentamento sulla base del fatto che i rischi di inflazione si sono attenuati notevolmente.
Wall Street riguadagna la parità a quasi due ore dall’apertura dei mercati. Salgono contro le attese, che prevedevano un calo, le scorte settimanali di greggio negli Stati Uniti: secondo il Dipartimento dell'Energia l’incremento è di circa 3,9 milioni di barili.
In Europa il Ftse Mib riduce il ribasso allo 0,36%, a quota 33.648 punti, a meno di un’ora dalla chiusura. Sul listino milanese la migliore è ancora Leonardo (+3,8%), seguita da Eni (+1,8%) e Amplifon (+1,5%). In coda Pirelli (-3,4%) dopo che Brembo (+0,3%) è uscita dal capitale.
Con Wall Street che apre la seduta in territorio negativo (-0,27% il Dow Jones e -0,61% l’S&P500) a causa del conflitto tra Israele e l’Iran, Il Ftse Mib di Piazza Affari resta in rosso: perde lo 0,65% a 33.551 punti alle 15:40 con le banche, Pirelli e Recordati in netto calo. Mentre Israele continua a riflettere sulla sua risposta all'attacco missilistico iraniano del 1° ottobre, il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha indetto una riunione con i suoi vertici della sicurezza a Tel Aviv. Nel frattempo, però, la Germania ha invitato i suoi cittadini a lasciare l'Iran. «La situazione nell'intera regione rimane volatile e molto tesa», ha sottolineato il ministero degli Esteri, mettendo in guardia i cittadini tedeschi da qualsiasi viaggio in Iran. Di riflesso, i prezzi del petrolio continuano a schizzare: quello del Brent vola del 3% a 75,83 dollari al barile e quello del Wti del 3,39% a 72,20 dollari al barile. Lo spread Btp/Bund staziona a quota 133,71 punti base, mentre il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,44%.
«Israele ha dichiarato che risponderà all'Iran. Vediamo cosa succederà nei prossimi giorni. Dato che il 1à ottobre non ci sono state vittime, penso che sia nell'interesse di Israele dare una risposta limitata e continuare a concentrarsi sulle prossime mosse contro Hezbollah in Libano e gli Houthi in Yemen», afferma Álvaro Sanmartín, Chief Economist di Amchor IS. Per il resto, «anche se un confronto diretto tra Iran e Israele sarebbe certamente un enorme problema, la verità è che non vediamo molte possibilità in termini di un rilevante shock economico nel medio termine, dato che c'è un eccesso di offerta di greggio e che anche l'Arabia Saudita sembra intenzionata ad aumentare la produzione. Pertanto, in termini di strategia di portafoglio suggeriremmo di mantenere posizioni prudentemente costruttive negli asset di rischio e forse anche nel dollaro, quest'ultimo logicamente come protezione sia rispetto all'Iran sia in relazione alle elezioni statunitensi», suggerisce Sanmartín.
I mercati azionari europei continuano a muoversi in ordine sparso (Dax -0,63%, Cac40 -0,09%, Ftse100 +0,09% e Ftse Mib -0,49% a 33.604 punti alle 14:30 con Pirelli, Mps ed Enel sotto pressione; salgono contro corrente i titoli oil e della difesa in scia alle tensioni in Medio Oriente) con i futures statunitensi negativi (-0,17% quello sul Dow Jones e -0,28% quello sull’S&P500) dopo i dati macro Usa. Se sono tornate a diminuire le domande di mutui negli Stati Uniti, dopo i balzi delle scorse settimane: l'indice che misura il volume delle domande di mutui ipotecari ha registrato un decremento dell'1,3%, dopo il +11% della settimana precedente, l’occupazione nel settore privato statunitense, nel mese di settembre, ha registrato un notevole rialzo, superando le attese degli economisti.
Secondo il rapporto mensile redatto da Adp, l’agenzia che si occupa di preparare le buste paga, sono stati creati 143.000 posti di lavoro rispetto al mese precedente, mentre le previsioni erano per la creazione di 128.000 nuove posizioni. Inoltre, il dato di agosto è stato rivisto da +99.000 a +103.000. I salari sono cresciuti del 4,7% su base annuale, meno del +4,8% registrato nel mese precedente. «La creazione di nuovi posti di lavoro a settembre ha mostrato guadagni diffusi in tutti i settori, dopo cinque mesi di raffreddamento del mercato», ha detto Nela Richardson, capo economista di Adp. Il dollaro si rafforza nei confronti dell’euro che vale 1,105 (-0,68%) e il rendimento del Treasury Usa 10 anni risale al 3,80%. Lunedì il presidente della Fed, Jerome Powell, ha fatto notare che l'istituto centrale non ha fretta di tagliare i tassi, gelando le previsioni degli economisti per un taglio da 50 punti base il prossimo 6 novembre, il giorno dopo le elezioni presidenziali.
Lo spread Btp/Bund resta fermo a 133,66 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 3,43%. Sul mercato primario, la Grecia ha collocato in asta 600 milioni di euro di titoli di Stato trimestrali. Il rendimento è sceso al 2,84% dal 3,23% dell'ultima asta. Mentre la Germania ha collocato 3,704 miliardi di euro nella riapertura del Bund decennale con cedola 2,6%. Il rendimento è rimasto pressoché invariato al 2,08%.
Viaggiano in ordine sparso ora le borse europee dopo che l'attacco missilistico dell'Iran contro Israele ha aumentato i timori di un allargamento del conflitto mediorientale. Il Dax segna un -0,46%, il Cac40 un +0,18%, il Ftse100 un +0,17% e il Ftse Mib un -0,21% a 33.700 punti con Pirelli che segna la performance peggiore (-4,23%) insieme alle utilities. La premier, Giorgia Melioni, ha detto che l’Italia continuerà a impegnarsi per una soluzione diplomatica, anche in qualità di presidente di turno del G7. «Ho convocato per questo pomeriggio una riunione a livello dei leader», ha annunciato Meloni. L'acuirsi delle tensioni in Medio Oriente favorisce le società petrolifere come Eni (+2,78%) con il Brent sopra 75 dollari al barile e le aziende del settore della difesa, tra cui la tedesca Rheinmetall, la svedese Saab, Bae Systems, Leonardo (+4,27%), Thales e Dassault Aviation. Anche perché il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha promesso che l'Iran pagherà per il suo attacco missilistico, mentre Teheran ha detto che qualsiasi ritorsione sarà accolta con una «vasta distruzione».
Dopo una chiusura di settembre e un terzo trimestre sui massimi storici, l’inizio del nuovo mese non si apre nel migliore dei modi. E non solo per i rischi geopolitici. «La Fed di Atlanta ha ridimensionato le aspettative di crescita del pil per il terzo trimestre, abbassando la stima dal 3,1% al 2,5%. Un segnale che l’economia statunitense, sebbene non in recessione, sta rallentando il passo», avverte Gabriel Debach, market analyst di eToro. L'attenzione ora si sposta sui prossimi dati occupazionali, in particolare sul rapporto Adp e, soprattutto, sulle buste paga non agricole di venerdì. Gli analisti stimano una crescita di circa 140.000 posti a settembre, leggermente inferiore rispetto ai 142.000 di agosto, con il tasso di disoccupazione previsto stabile al 4,2%. In attesa, l’euro scivola dello 0,60% a 1,106 dollari e lo spread Btp/Bund sale a 134 punti base.
I mercati azionari europei consolidano il rialzo. Francoforte guadagna lo 0,11%, Parigi lo 0,64%, Londra lo 0,52% e Milano lo 0,37% a 33.895 punti alle 10:40 con Leonardo (+3,49%), Eni (+2,81%) e Brunello Cucinelli (+2%) in evidenza insieme ad alcune banche come Bper (+1,43%). Il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, ha avvertito che la crescita della zona euro potrebbe essere più debole nel breve periodo rispetto a quanto previsto da Francoforte, ma la ripresa dovrebbe comunque accelerare in seguito. Per altro, ha aggiunto, il miglioramento delle esportazioni e la ripresa di una crescita della produttività particolarmente debole potrebbero risollevare l'economia.
A questo proposito, è ancora un record per l'occupazione in Italia. Ad agosto, rispetto al mese precedente, sono cresciuti occupati e inattivi, a fronte della diminuzione dei disoccupati. L'occupazione è aumentata (+0,2%, pari a +45mila unità) per gli uomini, i dipendenti e in tutte le classi d'età, ad eccezione dei 35-49enni tra i quali è diminuita, così come tra le donne e gli autonomi. Il tasso di occupazione è risultato stabile al 62,3%. Il numero di persone in cerca di lavoro è calato (-2,8%, pari a -46mila unità) per entrambe le componenti di genere e in tutte le classi d'età, ancora una volta con l'eccezione dei 35-49enni. Il tasso di disoccupazione è sceso al 6,2% (-0,2 punti), quello giovanile al 18,3% (-1,7 punti). Invece, il numero di inattivi è cresciuto (+0,4%, pari a +44mila unità) tra gli uomini, le donne, i 15-34enni e gli ultra cinquantenni. Il tasso di inattività è salito al 33,4% (+0,1 punti).
Tra le materie prime, non smettono di salire i prezzi del petrolio (Brent +2% a 75,04 dollari al barile) con l’esercito israeliano che ha annunciato l'invio di più truppe oltre confine con il Libano. Nuove unità di fanteria regolari e corazzate si sono unite all'operazione di terra questa mattina. La mossa arriva dopo che Hezbollah ha dichiarato stamattina che i suoi combattenti si sono scontrati con le forze israeliane nel villaggio di confine di Adaisseh, scrive Sky News.
Le borse europee rimbalzano solo leggermente in avvio di seduta, tranne Milano (Dax +0,14%, Cac40 +0,33%, Ftse100 +0,36% e Ftse Mib -0,05% a 33.755 punti). Le tensioni geopolitiche restano elevate. L'esercito israeliano ha, infatti annunciato che la 36a divisione e altre forze si stanno unendo all'operazione di terra in Libano. L'Iran ha detto di aver terminato l'attacco missilistico contro Israele a meno di ulteriori provocazioni, mentre Israele e gli Stati Uniti hanno promesso di reagire contro Teheran. Si intensificano i timori di una guerra più ampia, nonostante gli appelli al cessate il fuoco delle Nazioni Unite, degli Stati Uniti e dell'Unione Europea.
Il rendimento del Btp 10 anni risale al 3,39% e lo spread Btp/Bund è poco mosso a quota 133,9 punti base. La seduta del 1° ottobre ha visto un calo marcato dei rendimenti nella zona euro in scia alle scommesse di un taglio dei tassi da parte della Bce a ottobre, dopo i dati che hanno mostrato un'inflazione in Eurozona sotto il 2% per la prima volta da metà 2021. Citi si aspetta che Francoforte riduca i tassi questo mese di 25 punti base e poi tagli a dicembre e a inizio 2025 per arrivare a un tasso sui depositi dell'1,5% entro settembre dell'anno prossimo. Sul primario si attivano la Germania, che offre 4,5 miliardi di Bund agosto 2034, e la Grecia che mette a disposizione titoli di Stato a 3 mesi per 500 milioni.
Sul listino milanese Brembo sale del 3,29% a 9,99 euro dopo aver concluso con successo la cessione, attraverso una procedura di accelerated bookbuilding, a investitori istituzionali di 55,8 milioni di azioni ordinarie detenute in Pirelli (-3,37% a 5,162 euro), corrispondenti al 5,58% del capitale sociale del gruppo di pneumatici a un prezzo di 5,07 euro per azione. Il corrispettivo complessivo è, quindi, pari a 282,9 milioni. Con Brembo uscita dal capitale di Pirelli, Marco Tronchetti Provera & C., Camfin e Camfin Alternative Assets hanno annunciato il 2 ottobre di aver perfezionato l’acquisto del 2,5% del capitale del gruppo da parte di Camfin Alternative Assets. In seguito a tale operazione, la catena di controllo che fa capo a MTP Spa detiene una quota pari al 25,28% dell’azienda, ma ha già incassato il via libera dei cda a salire al 29,9%, poco sotto la soglia d’opa.
Mentre Stellantis (poco mossa a quota 12,42 euro) a settembre ha registrato un calo del 33,7% delle immatricolazioni di auto in Italia a fronte di una discesa del 10,7% del mercato.
Mentre Unicredit (+0,20% a 38,35 euro) sta lavorando per una maggior integrazione finanziaria in Europa, un passo obbligatorio se l'economia del blocco vuole colmare l'enorme divario con gli Stati Uniti, come ha detto il ceo, Andrea Orcel, nel corso di una conferenza. L’azione resta sorvegliata speciale anche per l’interesse delle banca verso la tedesca Commerzbank. In caso di acquisizione, Moody's, ha comunicato Piazza Gae Aulenti, prenderà in considerazione la possibilità di migliorare il rating stand-alone dell’istituto di credito italiano attualmente pari a Baa3, a Baa2, un gradino sopra il rating sovrano dell'Italia. Questo comporterebbe un innalzamento del rating anche per il debito senior non privilegiato e junior. L’agenzia di rating ha nel frattempo confermato il rating del debito senior preferred (non garantito) e dei depositi a lungo termine di Unicredit Spa a Baa1 con un outlook stabile.
Invece, la gara per accaparrarsi le polizze del Banco Desio (+0,38% a 5,34 euro) entra nel vivo. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza a metà ottobre dovranno essere consegnate le offerte non vincolanti da parte delle assicurazioni interessate a distribuire i propri prodotti nelle filali dell’istituto guidato da Alessandro Decio. L’elenco delle compagnie pronte ad andare a vedere le carte è corposo: dai francesi di Cardif, Groupama e Cnp ad Athora e Reale Mutua (tramite Italiana Assicurazioni) come pure Sara Assicurazioni, Allianz e gli svizzeri di Helvetia, attuali partner della banca. Una lista di almeno otto compagnie, destinata ad assottigliarsi nei prossimi mesi.
Infine, con il prezzo del Brent in netto rialzo (+2,11% a 75,11 dollari al barile) Saipem segna un +0,70% a 2,014 euro, Tenaris un +0,89% a 14,66 euro ed Eni un +1,44% a 14,09 euro. Il colosso oil guidato da Claudio Descalzi è tra le major a livello internazionale che hanno partecipato alla gara indetta dalla Guyana per l'assegnazione di un contratto per la commercializzazione delle sue quote di greggio prodotte nel paese. Tra l’altro, Citi ha tagliato il target price sul titolo a 14 euro e Barclays a 17,5 euro.
Borse europee attese in leggero recupero in avvio di seduta. Il future sull’Eurostoxx50 sale dello 0,14%. Mentre i futures statunitensi scendono (-0,32% quello sul Dow jones e -0,31% quello sull’S&P500) dopo che il 1° ottobre Wall Street ha interrotto la serie di record, chiudendo in ribasso (indice S&P500 -0,9%) a causa delle tensioni geopolitiche: l’Iran ha lanciato più di 180 missili balistici su Israele e pare che siano stati tutti intercettati dalla contraerea. Teheran ha dichiarato che qualsiasi risposta israeliana all'attacco sarebbe accolta con «una distruzione vasta». Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha programmato una riunione sul Medio Oriente per oggi, 2 ottobre, e l'Unione Europea ha chiesto un cessate il fuoco immediato.
Intanto, dopo Moody’s, anche S&P ha declassato ancora il rating di Israele di un gradino ad A da A+, confermando l'outlook negativo. I combattimenti contro Hamas a Gaza e con Hezbollah in Libano, secondo S&P, «potrebbero persistere fino al 2025, con rischi di rappresaglie». Mentre l’outlook negativo «riflette i rischi per la crescita di Israele, le finanze pubbliche e la bilancia dei pagamenti derivanti dall'intensificarsi del conflitto contro Hezbollah in Libano, comprese le minacce dirette alla sicurezza in caso di attacchi missilistici di rappresaglia contro Israele». Ma anche il rischio di una guerra più diretta con l'Iran, «sebbene ciò non sia nel nostro attuale scenario di base», ha precisato l'agenzia di rating che ha abbassato le sue previsioni di crescita in Israele per quest'anno e il prossimo, prevedendo una crescita pari a zero nel 2024 e del 2,2% nel 2025.
Dopo che il dato sull’inflazione dell’Eurozona a settembre all’1,8% sotto il target Bce del 2% rafforza le previsioni di un taglio dei tassi di interesse da 25 punti base anche a ottobre, l’attenzione è tutta puntata sui numerosi discorsi di alcuni esponenti di Francoforte: alle 09:15 quello di de Guindos, alle 11:30 di Lane, alle 11:45 di Buch, alle 11:45 di Kazaks e Simkus, alle 13 di Elderson, alle 16 di Holzmann. Nel pomeriggio parleranno anche alcuni banchieri centrali della Fed (alle 16 Musalem, alle 17 Bowman, alle 18:15 Barkin e alle 18:45 Schnabel).
In attesa, l’euro perde ancora terreno contro il dollaro, scivola dello 0,65% a 1,105. Lato macro, alle 10 è in agenda il dato sul tasso di disoccupazione dell’Italia di agosto, previsto in leggera crescita (6,6%) rispetto a quello di luglio (6,5%). Stabile, invece, al 6,4% la stima per la disoccupazione dell’Europa in uscita alle 11. Poi alle 13 dagli Stati Uniti arriva l’indice settimanale richieste mutui (precedente: +11%), alle 14:15 un dato importante in chiave Fed: la stima Adp (gli occupati del settore privato) di settembre (precedente: +99.000 unità) e alle 16:30 le scorte settimanali di petrolio (precedente: -3,2 milioni di barili).
Petrolio che vede i prezzi balzare di oltre un dollaro mercoledì a causa delle crescenti preoccupazioni che le tensioni in Medio Oriente possano intensificarsi, interrompendo potenzialmente la produzione di greggio dalla regione, dopo il più grande colpo militare mai compiuto dall'Iran contro Israele. I futures del Brent salgono dell’1,58% a 74,72 dollari al barile, mentre il greggio statunitense West Texas Intermediate segna un +1,82% a 71,10 dollari al barile. Durante le contrattazioni di martedì, entrambi i benchmark del greggio sono saliti di oltre il 5%. «Un'escalation importante da parte dell'Iran rischia di portare gli Stati Uniti in guerra», avverte Capital Economics. «L'Iran rappresenta circa il 4% della produzione globale di petrolio. La domanda chiave è se l'Arabia Saudita aumenterà la produzione se le forniture iraniane venissero interrotte». L’Opec si riunisce oggi, 2 ottobre, per fare il punto sul mercato, ma non sono previsti cambiamenti di politica. A partire da dicembre, il Cartello, che comprende anche la Russia, dovrebbe aumentare le forniture di petrolio.
Sul listino milanese attenzione a Brembo che concluso con successo la cessione, attraverso una procedura di accelerated bookbuilding, a investitori istituzionali di 55,8 milioni di azioni ordinarie detenute in Pirelli, corrispondenti al 5,58% del capitale sociale del gruppo di pneumatici a un prezzo di 5,07 euro per azione. Il corrispettivo complessivo è, quindi, pari a 282,9 milioni. Con Brembo uscita dal capitale di Pirelli, Marco Tronchetti Provera & C., Camfin e Camfin Alternative Assets hanno annunciato il 2 ottobre di aver perfezionato l’acquisto del 2,5% del capitale del gruppo da parte di Camfin Alternative Assets. In seguito a tale operazione, la catena di controllo che fa capo a MTP Spa detiene una quota pari al 25,28% dell’azienda, ma ha già incassato il via libera dei cda a salire al 29,9%, poco sotto la soglia d’opa.
Mentre Stellantis a settembre ha registrato un calo del 33,7% delle immatricolazioni di auto in Italia a fronte di una discesa del 10,7% del mercato.
Mentre Unicredit sta lavorando per una maggior integrazione finanziaria in Europa, un passo obbligatorio se l'economia del blocco vuole colmare l'enorme divario con gli Stati Uniti, come ha detto il ceo, Andrea Orcel, nel corso di una conferenza. L’azione resta sorvegliata speciale anche per l’interesse delle banca verso la tedesca Commerzbank. In caso di acquisizione, Moody's, ha comunicato Piazza Gae Aulenti, prenderà in considerazione la possibilità di migliorare il rating stand-alone dell’istituto di credito italiano attualmente pari a Baa3, a Baa2, un gradino sopra il rating sovrano dell'Italia. Questo comporterebbe un innalzamento del rating anche per il debito senior non privilegiato e junior. L’agenzia di rating ha nel frattempo confermato il rating del debito senior preferred (non garantito) e dei depositi a lungo termine di Unicredit Spa a Baa1 con un outlook stabile.
Invece, la gara per accaparrarsi le polizze del Banco Desio entra nel vivo. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza a metà ottobre dovranno essere consegnate le offerte non vincolanti da parte delle assicurazioni interessate a distribuire i propri prodotti nelle filali dell’istituto guidato da Alessandro Decio. L’elenco delle compagnie pronte ad andare a vedere le carte è corposo: dai francesi di Cardif, Groupama e Cnp ad Athora e Reale Mutua (tramite Italiana Assicurazioni) come pure Sara Assicurazioni, Allianz e gli svizzeri di Helvetia, attuali partner della banca. Una lista di almeno otto compagnie, destinata ad assottigliarsi nei prossimi mesi.
Infine, è da monitorare Eni tra le major a livello internazionale che hanno partecipato alla gara indetta dalla Guyana per l'assegnazione di un contratto per la commercializzazione delle sue quote di greggio prodotte nel paese. Tra l’altro, Citi ha tagliato il target price sul titolo a 14 euro e Barclays a 17,5 euro. (riproduzione riservata)