Caro Direttore,
sono da oltre trent’anni iscritto all’Albo dei Consulenti Finanziari e per questo leggo con molto interesse il suo giornale. Condivido totalmente il suo invito al Governo affinché «blocchi il blitz in Euronext», con il quale si vorrebbe dare più potere a Olanda e Francia, togliendo risorse all’Italia e impoverendo la nostra piazza finanziaria.
Le sue preoccupazioni sono fondate, vista anche la comunicazione inviata da Euronext ai suoi operatori per informarli che Amsterdam sarà il mercato di riferimento per gli Etf.
Nel chiudere il suo editoriale del 1° aprile, lei scrive che «è fondamentale che su questo aspetto intervenga anche la Premier Giorgia Meloni, che ha fatto della difesa degli interessi nazionali una bandiera identitaria».
La Premier era già intervenuta su questo tema nel 2021, presentando una mozione come prima firmataria, in occasione del processo di vendita della società Borsa Italiana S.p.A..
Oggi in questa fase di instabilità internazionale il nostro Paese ha il dovere di difendere tutti gli asset strategici per la nostra economia. Nella vicenda Borsa Italiana – Euronext tutti dovrebbero condividere la battaglia del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che forte di una lunga esperienza politica in Italia e in Europa, chiede da tempo che Borsa Italiana svolga il ruolo fondamentale che le deve competere all’interno del gruppo Euronext.
Tutti ci dovremmo battere affinché il risparmio degli italiani, uno dei più alti in Europa, sia tutelato e indirizzato verso l’economia reale. Per lo stesso motivo Borsa Italiana va difesa e tutelata, in quanto strumento indispensabile per veicolare alle nostre imprese le risorse private.
Il rischio da scongiurare è che Piazza Affari venga depotenziata e costretta ad un ruolo periferico, dirottando i risparmi degli italiani verso altre economie.
Per fare in modo che la Borsa di Milano resti centrale e autonoma è giusto prevedere, come ha proposto il Ministro Tajani, che si possa ricorrere anche all’applicazione della norma sul Golden Power.
Del resto la posizione espressa dal Vice Presidente del Consiglio è perfettamente in linea con quanto sostenuto nella «mozione concernente il processo di vendita della società Borsa Italiana S.p.A.» del 2021, presentata da Fratelli d’Italia e da Forza Italia, a prima firma Meloni- Giacomoni.
La posizione espressa quattro anni fa dall’attuale Premier è perfettamente in linea con l’attuale approccio del Vicepremier e Ministro degli Esteri.
Nella dichiarazione di voto inerente la mozione del 2021, intervenendo in Aula alla Camera, sostenevo che anche nell’operazione di acquisizione di Borsa Italiana da parte di Euronext era fondamentale perseguire l’interesse del Paese, mettendo in luce che l'ingresso di Cassa Depositi e Prestiti in Euronext e l'acquisizione di Borsa Italiana S.p.A. potevano rappresentare un'operazione di fondamentale importanza per tutto il sistema Paese solo se fossimo riusciti a trasformare Milano nella capitale finanziaria dell’Europa. L’accordo infatti avrebbe dovuto assicurare una vetrina internazionale per i primari investitori istituzionali, a tutto vantaggio delle nostre aziende soprattutto di quelle di medie e di piccole dimensioni. Proseguivo affermando che «quello di Borsa S.p.A. non è un problema di bandiera, ma è un problema o, meglio, un’opportunità di governance. Per questo occorre vigilare affinché non sia svuotata per portare le maggiori attività a Parigi. L’obiettivo di Borsa Italiana deve essere la crescita e lo sviluppo del mercato azionario domestico per questo occorre creare una piattaforma finanziaria europea comune, dove l'Italia non sia subalterna».
La mozione firmata nel 2021 dalla Meloni impegnava il Governo «alla luce della vicenda della vendita di Borsa Italiana e delle criticità rappresentate in premessa, ad assumere tutte le iniziative di competenza necessarie a garantire la stabilità finanziaria dell’Italia e dei nostri titoli pubblici, evitando attacchi speculativi, e la sicurezza degli asset strategici, anche attraverso il corretto e tempestivo utilizzo delle norme sul Golden Power».
Oggi più che mai, come sostenevo illustrando la mozione firmata insieme all’attuale Presidente del Consiglio, siamo consapevoli che, in un momento così delicato per la nostra economia, le nostre imprese vadano difese con ogni mezzo anche estendendo le norme sul Golden Power per difendere questa infrastruttura finanziaria essenziale per la crescita delle nostre imprese e per lo sviluppo del Paese.
Il Golden Power ha senso per tutti i settori strategici, per questo può, altresì, trovare applicazione anche per difendere l’Italia all’interno di Euronext, soprattutto in una fase in cui il mercato manifesta grave instabilità e volatilità.
Dopo avere riletto la mozione del 2021, firmata dall’attuale Premier, Giorgia Meloni, e il mio intervento in Aula, posso affermare, senza il timore di essere smentito, che su Euronext e Borsa Italiana, oggi più che mai, europeismo e coerenza di Forza Italia e del Governo sono immutati nel tempo.(riproduzione riservata)