Eurogroup Laminations sbanda in borsa dopo la guidance 2025 decisamente sotto le attese degli analisti e conti 2024 leggermente inferiori alle previsioni, il tutto a causa dell’incertezza per il mercato automotive. L’azione dell’azienda che produce statori e rotori per motori e generatori elettrici è scivolata nell’intraday fino al minimo storico a quota 2,192 euro. Ma poi ha reagito e ha chiuso in territorio positivo (+0,48% a 2,518 euro).
La guidance 2025 riflette un approccio prudente del management a causa dell’elevata incertezza economica e geopolitica. Prevede, infatti, ricavi in crescita del 10% a 872 milioni di euro (869,4 milioni nel 2024, +4% rispetto al 2023; ma la guidance aziendale indicava 900 milioni), decisamente sotto le previsioni del consenso a 1.067 milioni, l’ebitda margin è stimato al 12% con un ebitda a 115 milioni, pressoché stabile rispetto al 2024 (116 milioni, ma la guidance prevedeva un ebitda di 120 milioni), anche in questo caso sotto la stima del consenso a 135 milioni, sostenuto dal settore Ev & Automotive e dallo sviluppo del mercato indiano, mentre il free cash flow operativo è atteso positivo (Equita se lo aspetta a 16 milioni) grazie alla stabilizzazione degli investimenti e all'esecuzione di un programma volto all'efficientamento del capitale circolante.
In ogni caso l’ad, Marco Arduini, si è detto soddisfatto dei risultati ottenuti nel 2024. «La nostra crescita è stata possibile grazie alla diversificazione dei mercati e allo sviluppo per il segmento Ev & Automotive in Cina, dove abbiamo raggiunto una crescita del 138% anno su anno, inoltre abbiamo recentemente rafforzato la nostra presenza con l’acquisto delle minorities nelle joint ventures con Marubeni-Itochu Steel», ha sottolineato Arduini.
La regione asiatica continua a dimostrarsi dinamica e a offrire le maggiori opportunità di crescita. «Per questo nel 2024 abbiamo realizzato l’ingresso nel mercato indiano, con l’acquisizione di Kumar, che ci consentirà anche di entrare nel segmento dei trasformatori, ulteriormente espandibile grazie alle nostre sinergie commerciali con clienti e fornitori», ha aggiunto il ceo, avvertendo, però, che «lo scenario a breve ci pone nuove sfide, con una sempre maggior richiesta di competitività da parte delle case automobilistiche. Tuttavia, la domanda di elettrificazione, non solo nel settore automotive, si conferma un trend crescente e irreversibile. il piano strategico 2025-2028 prevede una crescita sostenibile del gruppo, continuando a cogliere le opportunità nei mercati in maggior espansione, grazie anche alle iniziative strategiche intraprese nel 2024».
La guidance di medio termine vede un tasso medio annuo di crescita delle vendite nel periodo 2025-2028 tra il 10% e il 15% ed un ebitda margin medio del 13%, rapporto capex/vendite tra il 4% e 5%, Roce (rendimento del capitale investito) tra il 15% e il 20% nel 2028. Sebbene su un orizzonte temporale diverso, osserva Equita, le precedenti guidance di medio termine (2024-2026) proiettavano una crescita delle vendite e dell’ebitda tra il 24% e 27%. Detto questo, «riteniamo che in questa fase il mercato si concentrerà maggiormente sulle guidance 2025, vista l’elevata volatilità dei mercati e la scarsa visibilità a oltre due anni», ha precisato la Sim.
Equita ha ribadito il rating buy e il target price a 4,40 euro sull’azione, lo stesso giudizio dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo (target price a 3,80 euro), anche se nell’esercizio 2024 l’utile netto della società è sceso a 36,5 milioni (38,6 milioni nel 2023), dopo aver sostenuto maggiori ammortamenti per 11 milioni. Inoltre, l’indebitamento netto è aumentato a 226 milioni (da 111 milioni di fine 2023) a fronte degli investimenti sostenuti per le nuove produzioni nell'EV & Automotive, l'acquisizione di Kumar e per il completamento del buyback. L’assemblea degli azionisti, convocata per il prossimo 5 maggio, è chiamata ad approvare un dividendo pari a 0,042 per azione euro, in linea con quello del 2023, e la proposta di un buyback.
Più cauta sul titolo Mediobanca Research che ha confermato il rating neutral anche perché le vendite 2024 a 869 milioni sono risultate più basse delle sue attese a 903 milioni, così come l’ebitda rettificato di 116 contro i 119,8 milioni previsti. Hanno deluso anche l’utile netto e l’indebitamento finanziario netto in aumento a 225,5 milioni. «La nostra previsione era di 191 milioni. Segnaliamo che il capitale circolante netto commerciale è stato di 233 milioni a fine 2024, mentre la guidance aziendale indicava circa 200 milioni. Inoltre, gli investimenti (capex) sono stati pari a 86,5 milioni, superiori all’obiettivo di 80 milioni», conclude Mediobanca Research. (riproduzione riservata)