La Bce avvia i lavori sulla metodologia per calibrare i limiti al possesso di euro digitali per ogni persona. Il tetto servirà per evitare impatti negativi sulla raccolta bancaria e rischi per la stabilità finanziaria. Francoforte sta anche valutando i modi per realizzare pagamenti offline, oltre a quelli online. È quanto emerge dal primo rapporto Bce sulla fase di preparazione dell’euro digitale che è iniziata a novembre e durerà fino a ottobre 2025.
Entro fine 2025 il consiglio direttivo Bce deciderà se passare alla fase successiva di sviluppo della Cbdc (Central Bank Digital Currency). L’emissione della valuta digitale sarà definita soltanto al termine del percorso legislativo Ue.
Quanto ai limiti al possesso, la Bce ha finora ipotizzato una soglia di 3 mila euro. Ieri il presidente della Bundesbank Joachim Nagel ha indicato un livello compreso tra 1.500 e 2.500 euro come «livello ottimale». Si tratta di cifre molto prudenti rispetto a quelle su cui sta lavorando la Bank of England (10-20 mila sterline). Il tetto è una delle caratteristiche più importanti delle Cbdc perché serve a scongiurare effetti indesiderati per il settore finanziario.
L’euro digitale perciò non sarà un rischio per il comparto, mentre lo sarebbe l’emissione di una stablecoin legata all’euro da parte di una Big Tech con deposito dei fondi presso la Bce (si veda approfondimento su Milano Finanza del 22 giugno). In questa eventualità i colossi tecnologici non porrebbero limiti e anzi vorrebbero massimizzare la diffusione della valuta digitale, riducendo la raccolta bancaria.
La Bce ha previsto anche altri modi per evitare ingenti deflussi dai depositi bancari. I commercianti avranno un limite pari a zero: potranno usare gli euro digitali ma non accumularli. Inoltre i wallet della Cbdc non saranno remunerati e si potranno collegare ai conti correnti, senza necessità quindi di doverli ricaricare in anticipo.
Un gruppo di lavoro appena creato, che comprende esperti delle banche centrali nazionali dell’Eurosistema e delle autorità nazionali competenti, ha iniziato a individuare i fattori che potrebbero influenzare la calibrazione dei limiti di detenzione. La Bce ha inoltre avviato una raccolta dei dati necessari per l’analisi. I risultati della valutazione confluiranno nella metodologia di calibrazione. I limiti esatti saranno definiti vicino al momento dell’emissione.
La Bce sta lavorando anche alle modalità per garantire transazioni offline, cioè in assenza di una connessione internet, attraverso smartphone e smart card. I dettagli personali sarebbero noti solo al pagatore e al beneficiario e non sarebbero condivisi con i fornitori di servizi di pagamento, l’Eurosistema o qualsiasi fornitore di servizi di supporto.
I lavori tecnici della Bce si sono concentrati sui movimenti di denaro in entrata e in uscita nelle operazioni offline, in modo che siano garantiti anche controlli anti-riciclaggio. Anche le transazioni online avrebbero un livello di privacy superiore a quello degli attuali sistemi di pagamento.
«La fase di preparazione dell’euro digitale sta procedendo bene e sosteniamo il dibattito democratico in corso sul quadro giuridico dell’euro digitale», ha detto Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo Bce e presidente della task force di alto livello sulla Cbdc. «L’euro digitale è un impegno comune europeo. In quanto tale, continueremo a confrontarci con tutte le parti interessate, compresi i cittadini europei, per garantire il successo e i vantaggi per tutti noi». (riproduzione riservata)