Se l’offerta pubblica di acquisto e di scambio promossa da Banca Ifis su illimity Bank non dovesse andare in porto, gli azionisti di quest’ultima rischiano di fare i conti con un titolo che a Piazza Affari potrebbe scontare «un ribasso a due cifre, di circa il 25%». Lo calcolano gli analisti di Equita, tra gli advisor che assistono Banca Ifis nella partita.
Tra le ragioni citate a favore dell’adesione all’offerta, Equita indica la «grande incertezza» che può generare per Illimity una mancata fusione con l’istituto veneziano. Se quest’ultima non raggiungesse la soglia per procedere con una fusione immediata, il deal potrebbe diventare «troppo rischioso» e Ifis potrebbe decidere di «non proseguire con l’offerta».
Non solo. Per Equita «il rischio di perdere le sinergie è molto alto», anche perché per La Scogliera, holding di Banca Ifis, «non sarebbe sostenibile mantenere l’investimento in due società quotate, con le conseguenti inefficienze e complessità di governance». Una circostanza, quest’ultima, che «bloccherebbe la crescita di illimity, ritardando la creazione di valore per tutti gli stakeholder».
Gli analisti esprimono poi dubbi sulla capacità di illimity di «procedere in solitaria», con una «bassa visibilità sulla strategia 2026-2028 in termini d’evoluzione del credito, riduzione di costi e profittabilità».
Equita sottolinea che «l’operazione ha una forte logica industriale, con Ifis che rappresenta la soluzione unica e migliore per illimity». Vengono infine ricordati i 75 milioni di sinergie, di cui 50 di riduzione dei costi e 25 di ricavi, di cui «beneficerebbero tutti gli stakeholder, compresi quelli di illimity». (riproduzione riservata)