Il divorzio da Gazprom? «Nel più breve tempo possibile». Eni conferma la volontà di interrompere ogni rapporto con il colosso russo del gas, al quale la legano ancora i contratti di fornitura a lungo termine con clausole take-or-pay, quelle che vincolano a comprare annualmente un quantitativo minimo di gas o, in caso di mancato acquisto, a pagarne comunque il prezzo corrispondente. E lo fa nel modo più ufficiale, mettendolo nero su bianco anche nel documento finanziario 20F appena inviato alla Sec, l'autorità di mercato statunitense. «Intendiamo continuare a sostituire il gas naturale di origine russa nel nostro portafoglio con volumi provenienti da altri fornitori e aree geografiche, con l'obiettivo di terminare i contratti di fornitura attualmente in essere con le controparti russe nel più breve tempo possibile», si legge nel documento.
Per il 2024 le forniture di gas naturale dalla Russia sono definite «marginali», circa il 12% degli acquisti totali di gas naturale da parte di Eni, lo stesso quantitativo del 2023. Ma di questi volumi, nemmeno un metro cubo è arrivato in Italia. Si tratta, infatti, di gas commercializzato in Turchia e il Cane a sei zampe sottolinea di «non aver effettuato prelievi dai contratti con Gazprom per servire i clienti nei mercati europei o per le attività di trading negli hub europei». Sempre nel corso del 2024 le forniture di lungo termine a Eni, che ha regolarmente nominato le quantità minime contrattuali, si sono di fatto azzerate nell'ambito di varie controversie commerciali tra le parti, nel contesto della decisione unilaterale di Gazprom, nel 2023, di sospendere le consegne.Il Cane a sei zampe si attende che tale situazione continui anche nell'anno in corso, «considerando che il contesto esterno non ha subito cambiamenti».
Ovviamente nell'ufficialità Eni deve sottolineare che «il processo di sostituzione del gas di origine russa, incluso il termine dei contratti esistenti, può comportare rischi operativi e finanziari che possono essere significativi». Ma le ipotesi di pianificazione del gruppo non cambiano e «presuppongono l'azzeramento degli acquisti di gas naturale dalla Russia, sebbene i contratti di fornitura a lungo termine con la società statale russa Gazprom siano ancora validi». L'ad Claudio Descalzi aveva messo in chiaro proprio su MF-Milano Finanza che il gruppo non tornerebbe ad acquistare gas russo nemmeno se le condizioni geopolitiche lo consentissero in forza di un accordo di pace con l'Ucraina. Intanto, anche gli impegni relativi alle forniture di gas naturale alle controllate Plenitude ed Enipower (in questo caso per alimentare le centrali elettriche a gas) sono stati rimpiazzati, sia attraverso i contratti a lungo termine in essere con fornitori diversi da quelli russi, sia aumentando i prelievi di gas di propria produzione. (riproduzione riservata)