Cresce il peso degli Stati Uniti nei piani di Eni. L’amministratore delegato Claudio Descalzi ha incontrato in successione, venerdì 11settembre, l’ambasciatore Tilman Fertitta, il segretario dell’Interno e presidente del National Energy Dominance Council, Doug Burgum, e il segretario all’Energia, Chris Wright, per un aggiornamento sulle attività del gruppo con i partner statunitensi e condividere valutazioni sugli scenari energetici internazionali.
A saldare i rapporti, come è emerso anche dagli incontri, ha contribuito l’accordo annunciato a luglio 2025 tra Eni e Venture Global per la fornitura a lungo termine di gas naturale liquefatto statunitense, che, come sottolinea il gruppo italiano, «consentirà di ampliare e diversificare ulteriormente il portafoglio gas a beneficio della sicurezza degli approvvigionamenti in Europa».
L’accordo ha tenuto banco anche nel corso di Gastech, la conferenza globale del gas ia Milano, in occasione dell’incontro tra Guido Brusco, chief operating officer Global Natural Resources di Eni, e Michael Sabel, ad di Venture Global.
Descalzi ha confermato l’importanza crescente degli Stati Uniti come mercato di riferimento per le attività e gli investimenti di Eni, ricordando le varie partnership strategiche con primari investitori statunitensi che hanno affiancato il gruppo nel suo modello satellitare lungo l’intera catena del valore dell’energia, attraverso Plenitude (Ares), Enilive (Kkr) e l’ultima nata Eni Ccus Holding (Gip, che fa capo a Blackrock).
La presenza di Eni è di lunga data, e dal settore oli & gas a Houston si è estesa al solare, alla bioraffinazione, fino alla società di corporate venture capital Eni Next, con sede a Boston, e al ruolo di Eni come investitore industriale nel settore statunitense dell’energia da fusione nucleare, con la partecipazione in Cfs (Commonwealth Fusion Systems), per il quale è in corso il round di finanziamento B2. (riproduzione riservata)