Risultati del secondo trimestre in forte crescita per Eni, grazie all’impennata dei prezzi di gas e petrolio. L'incremento del Brent, in particolare, consente di rinforzare il programma di buy-back. “I solidi risultati conseguiti e l’aggiornamento delle nostre previsioni sul mercato di riferimento ci consentono di migliorare la remunerazione degli azionisti aumentando il programma 2022 di acquisto di azioni proprie a 2,4 miliardi di euro", ha annunciato l’ad, Claudio Descalzi. I conti dei 3 mesi al 30 giugno 2022 hanno registrato un ebit adjusted di 5,8 miliardi di euro, in aumento del 13% rispetto al primo trimestre dell’anno ma in rialzo addirittura del 180% anno su anno, trainato dal core business dell’exploration & Production (4,87 miliardi) e del Refining & Marketing (1,1 miliardi). L'utile netto adjusted è balzato a 3,8 miliardi dai 929 milioni dell’analogo trimestre 2021. Ebit e utile netto del primo semestre salgono rispettivamente a 11 e 7 miliardi di euro. Il flusso di cassa di 10,8 miliardi di euro ha finanziato investimenti organici per 3,4 miliardi e la politica di distribuzione dei dividendi dell’intero anno.
Eni ha realizzato questi numeri con una quotazione media del barile Brent di 113,7 dollari (+ 65% anno su anno) e prezzi spot del gas quasi quadruplicati, a oltre mille euro per mille metri cubi. La produzione di idrocarburi è di 1,57 milioni di barili al giorno nel trimestre e di 1,6 milioni nel semestre, leggermente al di sotto dei dati degli analoghi periodi 2021 per via dei fermi per forza maggiore in Libia, Nigeria e Kazakhstan.
A maggio scorso è stato pagato il saldo del dividendo per l'esercizio 2021 di 0,43 euro per azione per un ammontare complessivo di 1,52 miliardi di euro. La prima rata della cedola 2022, che avrà distribuzione trimestrale, sarà di 0,22 euro per azione, in pagamento a settembre prossimo. Fino al 22 luglio scorso Eni risulta aver acquistato 29,4 milioni di azioni proprie, al costo di 355 milioni. A seguito della revisione dello scenario prezzo per il riferimento Brent, previsto a 105 dollari al barile per l’intero, nonché degli effetti dell’apprezzamento del dollaro e dei più robusti flussi di cassa, il programma di buy-back, è stato aumentato di un importo di 1,3 miliardi di euro a 2,4 miliardi.
Produzione di idrocarburi è prevista a 1,67 milioni di barili al giorno, con circa 700 milioni di barili di nuove risorse esplorative, in aumento sul precedente target di 600 milioni. Confermata la guidance di utile operativo adjusted del settore Global Gas e Gnl di almeno 1,2 miliardi di euro. Le stime indicano una variazione di 130 milioni del free cash flow per ogni dollaro di variazione nel prezzo del Brent e circa 700 milioni per ogni variazione di 5 centesimi nel tasso di cambio dollaro/euro rispetto alla nuova assunzione di 1,08 nel 2022 e considerando un prezzo del Brent di 105 dollari al barile. Il cash flow è atteso a 20 miliardi di euro, mentre i capex organici sono previsti a 8,3 miliardi. Eni raggiunge la neutralità di cassa già al prezzo Brent di circa 40 dollari al barile. (riproduzione riservata)