Anche il nucleare nelle mani dello Stato. Sarebbe questo il piano che il governo di Giorgia Meloni avrebbe affidato ai titolari del Mase e del Mimit, Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso. Durante un colloquio telefonico di lunedì 31 marzo, organizzato per fare il punto proprio sulla filiera nucleare italiana, i due ministri avrebbero parlato anche di Newcleo: la realtà italiana leader nella progettazione di reattori di terza generazione avanzata e quarta generazione.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’esecutivo avrebbe allo studio un investimento di 200 milioni nella società, come parte di un aumento di capitale più ampio. L’operazione prevederebbe l’ingresso entro la primavera nella società guidata da Stefano Buono, attraverso una o più società finanziarie e industriali (controllate dallo Stato), per arrivare al 10% circa del capitale: in linea con i primi azionisti della società.
Nella nota congiunta diffusa dai due ministeri, si legge che i titolari dei due dicasteri hanno confermato la piena convergenza sull’interesse strategico del governo, affinché l’Italia partecipi attivamente alla realizzazione di tecnologie innovative nel settore, con una particolare attenzione ai progetti promossi da Newcleo.
Il governo intende «sostenere concretamente il rafforzamento della filiera industriale nazionale dedicata all’energia nucleare innovativa». In questo quadro, l’esecutivo ha già adottato un provvedimento normativo che pone le basi per rilanciare l’impegno italiano nella ricerca e nello sviluppo del nucleare di nuova generazione. «L’obiettivo è valorizzare le competenze già esistenti e creare nuove opportunità industriali e occupazionali a vantaggio del sistema produttivo italiano».
Come spiegato a MF-Milano Finanza da una fonte vicina al dossier, attraverso l’investimento il governo «vuole avere voce in capitolo nelle scelte della società, assicurandosi di fatto un po’ di controllo nel decidere che tipo di nucleare l’Italia vuole realizzare». Non a caso le interlocuzioni sono già in fase inoltrata: «Al governo piacere l’idea di fare un nucleare senza scorie, lo si capisce anche dall’assetto normativo presentato».
Con l’ingresso dello Stato, Newcleo metterebbe un altro tassello sul suo aumento di capitale da 1 miliardo di euro lanciato nel 2023 e che, una volta portato a termine, farà della startup del nucleare pulito il primo unicorno italiano dell’energia. Dal 2021 a oggi la società ha raccolto un totale di 537 milioni di euro.
L’azienda conta circa 700 azionisti, di cui il 90% sono italiani (nessuno dei soci possiede più del 10%). Nella compagine compaiono investitori istituzionali come Exor Seeds (holding della famiglia Agnelli-Elkann), Azimut, Ersel, Inarcassa e Banca Patrimoni Sella. Tra i fondi di venture capital spiccano il veicolo Venture Esg One di Kairos, Progress Tech Transfer e Indaco Venture I, oltre a Star Ventures (fondo di rischio israeliano con 1 miliardo di dollari di masse in gestione), Smart Capital e Liftt.
Ma è nutrito anche il parterre dei singoli soci, tra cui si segnalano la famiglia Malacalza, Paolo Merloni di Ariston, Ian Lundin (presidente di Lundin Petroleum), il banker ex Goldman Sachs Claudio Costamagna, Manfredi Lefebvre (presidente ed ex proprietario di Silversea Cruises), le famiglie Petrone, Roveda, Bormioli, Colussi e Rovati, Philippe Sarrasin (ex socio della private bank Lombard Odier), Benedetto de Benedetti e Ruben Levi.
Il consiglio di amministrazione di newcleo ha espresso «vivo apprezzamento per l’interesse strategico e il sostegno del governo italiano nei confronti dell’azienda, riflesso nella dichiarazione congiunta dei ministri Urso e Pichetto». Nella nota diffusa dal board si ricorda che «la tecnologia impiegata dal gruppo assicura infatti un nucleare sostenibile che ricicla le scorie (quelle esistenti garantirebbero centinaia di anni di autonomia energetica all’intero continente europeo) e punta ad eliminarle chiudendo il ciclo del combustibile».
In questo contesto, «newcleo è al servizio dell’Europa per assicurarle un futuro energetico indipendente, decarbonizzato e competitivo a vantaggio di cittadini e imprese e siamo contenti che il governo voglia consolidare una posizione di rilievo italiana in questo settore attraverso il sostegno concreto alla nostra azienda» (riproduzione riservata)