Endesa mantiene fede alla sua promessa. Il cda della controllata spagnola di Enel, in seguito all’autorizzazione ottenuta dall’assemblea ad aprile del 2024, ha approvato il 26 marzo un piano di buyback fino a 2 miliardi di euro, pari all’8% dell’attuale capitalizzazione di mercato (25 miliardi circa), da eseguire in diverse tranche fino a dicembre 2027. Enel si è impegnata a non partecipare al programma e a non vendere azioni Endesa durante il periodo del riacquisto.
L'annuncio non è una sorpresa, era stato anticipato dal management durante la conference call sui risultati dell'esercizio 2024, fa presente l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo. Il riacquisto di azioni per il periodo 2025-2027 era stato indicato come uno strumento per migliorare la remunerazione degli azionisti sia per Endesa sia per Enel. «I tempi, però, sono stati più rapidi del previsto», precisa l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo. Al prezzo di chiusura del 26 marzo, «il riacquisto di azioni per 2 miliardi corrisponde a circa l'8% della capitalizzazione di mercato di Endesa, pari a 84,7 milioni di azioni, aumentando così la quota di Enel in Endesa di circa il 6% dal 70,1% attuale», calcola Intesa Sanpaolo.
Più in dettaglio, il piano prevede già l’implementazione delle prime due tranche: la prima da 17,3 milioni (0,07% della capitalizzazione di mercato) destinata ai piani di incentivazione; la seconda da massimo 500 milioni (2% della market cap) allo scopo di ridurre il capitale attraverso la cancellazione delle azioni dopo l’approvazione dell’assemblea di Endesa che si terrà il prossimo 29 aprile. Il piano complessivo, che comprende le ulteriori tranche non ancora approvate, prevede la possibilità di cancellare fino a un massimo di 104,6 milioni di azioni, pari al 9,87% del capitale della società.
Per Equita si tratta di un’indicazione positiva, in primo luogo per il maggior rendimento atteso per Endesa, tra il 2% e il 10% a seconda dell’implementazione del buyback che, nel caso venisse confermato il cash flow di dividendi pagati da Endesa, potrebbe comportare maggiori flussi per Enel tra 20 e 100 milioni di euro l’anno.
In secondo luogo per la maggior visibilità sull’intenzione di Enel di portare avanti il proprio piano di buyback (fino al 4,92% del capitale), anch’esso destinato a incrementare la remunerazione degli azionisti attraverso la cancellazione delle azioni.
Equita ha, quindi, confermato la sua visione positiva sul titolo Enel (buy e target price a 7,90 euro) che paga oggi uno yield tra il 6,6% e il 7,5% nel periodo 2025-2027 a cui si aggiunge la remunerazione aggiuntiva del buyback, ritenuto a questo punto ancor più visibile. Anche l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo ha un giudizio positivo: buy con un target price a 8,1 euro. A Piazza Affari il titolo Enel è salito in chiusura dell’1,15% a 7,371 euro e a Madrid Endesa ha segnato un +2,12% a 24,12 euro.
«Enel continua a essere scambiata con uno sconto significativo rispetto ai concorrenti: multiplo p/e di 10 e rendimento del dividendo del 7% circa, uno sconto ingiustificato», osserva Mediobanca Research, «considerando la decisione della società di esternalizzare il business dello sviluppo delle rinnovabili (più rischioso), riallocando invece gli investimenti verso il più stabile settore della distribuzione di energia elettrica. Manteniamo il rating outperform sull’azione», ha concluso la banca d’affari. (riproduzione riservata)